Argentina: nell’anno della crisi aumenta la povertà

Pubblicato il 31 dicembre 2018 alle 6:04 in America Latina Argentina

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La povertà in Argentina è aumentata di oltre 5 punti percentuali in un anno a causa della crisi economica, secondo i dati dell’Università Cattolica argentina.

Uno argentino su tre è povero. L’ultimo report dell’Università Cattolica (UCA), molto rispettata nel paese latinoamericano, è stato una brutta notizia per Mauricio Macri, che in campagna elettorale prometteva “zero povertà” e poi, quando la chimera di quello slogan è diventata evidente, ha chiesto che i dati servissero a giudicare la sua amministrazione. “Se, quando la mia amministrazione finirà, la povertà non sarà diminuita, avrò fallito” – aveva detto il presidente l’anno scorso, ma la crisi economica iniziata ad aprile e divenuta drammatica in agosto ha smentito tutte le aspettative presidenziali. La povertà urbana è aumentata dal 28,2% al 33,6% tra il terzo trimestre tra il 2017 e il 2018. Sono 5,3 punti in più: 2,1 milioni di nuovi poveri per un totale di 13,6 milioni in un paese dove vivono poco più di 44 milioni di persone. L’indice è il più alto dal 2008, quando l’UCA ha iniziato le misurazioni per sostituire le valutazioni ufficiali, poco credibili a causa dalla decisione di Cristina Kirchner, allora presidente, di correggere le cifre economiche “scomode” per l’amministrazione.

Sebbene i numeri dell’UCA non siano ufficiali, di solito accompagnano quelli che ogni sei mesi lo Stato consegna attraverso l’istituto argentino di statistica, l’Indec. Ma quei dati saranno disponibili solo a marzo. Nel frattempo, quelli dell’UCA servono a misurare l’impatto della crisi valutaria di agosto, quando il peso ha perso il 50% del suo valore, i tassi di interesse sono saliti a 60 punti, l’attività economica è scesa e l’inflazione è salita vertiginosamente. L’Indec ha rilasciato giovedì l’Indice dei Prezzi al Consumo di novembre: 3,2%. L’IPC accumulato da gennaio è ora del 43,9%. Nel bel mezzo della crisi, il governo argentino ha chiesto un salvataggio finanziario dal Fondo monetario internazionale, che contribuito con 57 miliardi di dollari, un record nella storia dell’Argentina.

Il 2018 sarà un anno perso per l’economia argentina, con i numeri in rosso in praticamente tutte le voci macroeconomiche e con effetti concreti su una popolazione sempre più vulnerabile. Nonostante l’assistenza sociale, l’indigenza è aumentata dello 0,4%, fino a riguardare 2,47 milioni di persone. Sono persone che non guadagnano abbastanza nemmeno per comprare ciò di cui hanno bisogno per mangiare. Il rapporto dell’Università Cattolica mostra anche che sono i giovani a soffrore maggiormente la povertà: quasi il 52% dei ragazzi sotto i 17 anni, 1,5 milioni di ragazzi, sono al di sotto della soglia di necessità. Analizzando i dati per regioni, la periferia di Buenos Aires è la zona più colpita del paese, con il 43,4% dei poveri. Nella capitale, il tasso scende all’8,9%, una delle prove della disuguaglianza nella terza più grande economia dell’America Latina.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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