Egitto: esercito uccide 40 presunti militanti islamici dopo attentato a bus turistico

Pubblicato il 30 dicembre 2018 alle 16:36 in Africa Egitto

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Le forze di sicurezza egiziane hanno ucciso 40 presunti militanti islamici in tre scontri separati nel Sinai del nord e a Giza, ha comunicato il Ministero dell’Interno, il giorno dopo l’attentato al pullman di turisti vietnamiti che ha causato la morte di 4 persone.

Nella giornata di sabato 29 dicembre, il Ministero dell’Interno del Cairo ha comunicato con un dispaccio che i soldati egiziani hanno ucciso 30 persone durante alcuni raid terrestri contro rifugi e roccaforti dei militanti a Giza, dove “elementi terroristici” stavano orchestrando una serie di attentati contro istituzioni pubbliche nazionali e target interno al settore turistico. Nel comunicato non viene chiarito se tali cellule fossero connesse all’attentato di venerdì 28 dicembre. Altri 10 militanti islamici sono poi stati neutralizzati nel Sinai del Nord, dove il governo egiziano è impegnato a condurre una dura battaglia contro lo Stato Islamico. L’agenzia di stampa nazionale MENA ha reso noto che i terroristi sono morti in scontri a fuoco. Il Ministero ha rivelato che sono stati effettuati simultaneamente 3 raid delle forze governative.

Nella giornata di venerdì 28 dicembre, tre turisti vietnamiti erano morti, insieme alla guida egiziana che li scortava, e altri 10 erano rimasti feriti, quando una bomba era improvvisamente esplosa sul ciglio della strada colpendo il loro pullman, a breve distanza dalle piramidi di Giza. L’attentato era avvenuto  intorno alle 18.15 ora locale (GMT 16.15), a circa 4 km dalle piramidi di Giza, sito turistico di fama mondiale, e, secondo quanto aveva reso noto il Ministero dell’Interno egiziano, era stato effettuato utilizzando ordigno improvvisato. Il gruppo era composto, in totale, da 14 turisti vietnamiti. Nessun gruppo turistico, finora, ha rivendicato l’attacco.

Si è trattato del primo attentato mortale diretto contro un gruppo turistico in Egitto da oltre un anno; l’ultimo era avvenuto il 14 luglio 2017, quando due turiste tedesche erano state accoltellate e uccise presso il resort Mar Rosso a  Hurghada. L’attacco di venerdì 28 dicembre avviene in un periodo di timida ripresa dei flussi turistici nel Paese, dopo il netto calo causato, a partire dal 2011, dalle violenze e dalla sicurezza precaria. In Egitto sono stati e sono tuttora attivi gli estremisti islamici, tra i quali in primis i militanti dell’Isis.

Nel febbraio 2018 il governo egiziano, che ha fatto della lotta al terrorismo il suo obiettivo primario, aveva lanciato una imponente campagna militare contro i militanti islamici nella Penisola del Sinai e nelle aree meridionali e al confine con la Libia. Data la situazione, già nel corso del 2016 il presidente, Abdel Fattah al-Sisi, aveva aumentato le misure anti-terrorismo, ordinando all’esercito egiziano di portare avanti le operazioni contro l’Isis nel nord del Sinai, sotto l’iniziativa Operation Right of the Martyr, per limitare la minaccia terroristica ed evitare che i jihadisti riuscissero a stabilire una base operativa fissa.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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