Corea del Nord: per il 2019, Kim vuole più summit con la Corea del Sud

Pubblicato il 30 dicembre 2018 alle 10:49 in Corea del Nord Corea del Sud

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Il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ha inviato una lettera al presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, comunicando che nel 2019 intende organizzare più vertici tra i due Paesi per rinsaldare i legami bilaterali e cooperare verso la denuclearizzazione.

Nella giornata di domenica 30 dicembre, dall’ufficio governativo di Seoul, un portavoce presidenziale, Kim Eui-kyeom, ha annunciato che il leader di Pyongyang ha reso noto di voler incontrare con maggiore frequenza la controparte sudcoreana, nel corso del 2019, per portare avanti un dialogo bilaterale che verta su pace, prosperità, e cooperazione per risolvere la questione della denuclearizzazione della penisola coreana.

Il comunicato fa seguito all’arrivo di una lettera scritta da Kim in persona e diretta al capo di Stato sudcoreano Moon. Il messaggio inviato intende commemorare e celebrare la storica distensione dei contrasti tra i due Paesi, raggiunta, dopo anni di attriti e minacce nucleari e missilistiche, attraverso tre vertici ufficiali nel corso del 2018. Tuttavia, lo stallo dei negoziati avvenuto nell’autunno 2018 tra Pyongyang e Washington ha avuto un impatto negativo anche sui rapporti bilaterali inter-coreani, in particolare quando la Corea del Nord non ha risposto a un invito di partecipazione a un vertice organizzato da Moon, e quando la Corea del Nord e gli Stati Uniti hanno improvvisamente cancellato un vertice previsto per il mese di novembre. Nella lettera, il cui contenuto è stato divulgato dal gabinetto sudcoreano, Kim ha spiegato a Moon di essere dispiaciuto che la sua visita a Seoul non abbia avuto luogo, e ha espresso la sua “ferma volontà” di far sì che essa possa avvenire in futuro.

Tre sono state le date principali che hanno segnato l’apertura al dialogo di Kim con Corea del Sud e Stati Uniti nel corso del 2018. Il 27 aprile, si era tenuto presso il villaggio di Panmunjon lo storico incontro tra il presidente della Corea del Sud e il leader della Corea del Nord, al termine del quale i due capi di Stato avevano firmato la Joint Panmunjon Declaration, in cui si leggeva che:  “La Corea del Sud e la Corea del Nord hanno confermato l’obiettivo comune di realizzare la completa denuclearizzazione della penisola”. La dichiarazione includeva le promesse di perseguire una progressiva riduzione delle armi, cessare le attività ostili tra i due Paesi, trasformare il confine fortificato in una zona di pace e avviare dialoghi multilaterali con altri Stati, inclusi gli Stati Uniti. Le due Coree, inoltre, avevano annunciato di voler porre fine all’armistizio firmato nel 1953 a conclusione della guerra per stabilire definitivamente un trattato di pace, in collaborazione con gli Stati Uniti e la Cina. Il 26 maggio, Kim e Moon si erano nuovamente incontrati a sorpresa nell’Area di sicurezza congiunta (JSA), questa volta dalla parte nordcoreana del confine, presso la Casa della Pace nel Padiglione dell’Unificazione inter-coreano, per assicurare il successo del summit successivo che si sarebbe tenuto fra Kim e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Infine, il 12 giugno, proprio in occasione dello storico summit tra Trump e Kim, tenutosi presso l’hotel Capella, sull’isola Sentosa di Singapore, i due leader avevano firmato un documento congiunto per lavorare alla completa denuclearizzazione della penisola coreana.

Nel 2017, la Corea del Nord aveva eseguito una serie di test missilistici nucleari che avevano fatto crescere la preoccupazione a livello nazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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