Nigeria: militanti islamici assaltano villaggio, almeno 10 morti

Pubblicato il 29 dicembre 2018 alle 11:43 in Africa Nigeria

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Alcuni militanti islamici hanno assaltato un villaggio di pescatori situato nella Nigeria nord-orientale, sulle rive del lago Ciad, a due mesi dalle prossime elezioni nel Paese.

Venerdì 28 dicembre, l’esercito nigeriano ha reso noto con un comunicato che alcuni militanti islamici hanno attaccato una base militare situata a Baga, a est dello Stato di Borno, nella sera di venerdì 26 dicembre. L’assalto è stato respinto dai soldati, che si sono impegnati in una serie di scontri con gli islamisti armati. Secondo la testimonianza dei residenti locali, 10 persone sono state uccise, e i combattimenti sarebbero ancora in corso, mentre i militanti islamici tentano di conquistare il villaggio. Un portavoce dell’esercito, Sani Usman, ha tuttavia affermato che le truppe hanno già respinto il grosso dell’offensiva, e stanno adesso “liberando la zona”. Le vittime erano tutti civili, ha reso noto il portavoce, tranne un membro della marina, il quale stava prestando appoggio alle unità di terra insieme ad alcuni membri dell’aviazione. Tuttavia, due residenti fuggiti dal villaggio di Baga sostengono di aver visto almeno altri 10 corpi a terra, 8 dei quali in uniformi militari. L’esercito nigeriano ha reso noto che la base sotto assedio ospitava un’unità appartenente alla Task Force congiunta internazionale, la quale comprende, oltre alle unità nazionali, soldati provenienti per lo più dai Paesi confinanti di Niger, Ciad e Camerun. Il lago Ciad, il settimo lago più grande al mondo, è localizzato nell’area del Sahel, regione a sud del deserto del Sahara, e interseca le frontiere di Nigeria, Niger, Ciad e Camerun.

L’assalto è l’ultimo di una serie di attacchi condotti dagli estremisti contro le basi militari della Nigeria nord-orientale. Il presidente, Muhammadu Buhari, ha fatto della sicurezza il nodo cruciale della sua agenda governativa, in vista delle imminenti elezioni, previste nel Paese per febbraio 2019, nelle quali Buhari cercherà di assicurarsi il secondo mandato.

Boko Haram, il principale gruppo terroristico operante nel Paese, mira a creare uno Stato islamico nella Nigeria nord-orientale. Dal 2009 a oggi, il gruppo ha ucciso circa 30mila persone, spingendo altri 2,7 milioni di abitanti a lasciare le proprie case e cercare rifugio altrove. Nel 2016, una fazione si è staccata dall’organizzazione principale, dando vita all’Islamic State in West Africa (ISWA). A oggi, l’ISWA è considerata dagli analisti e dagli esperti in materia di sicurezza più forte e pericolosa del gruppo madre.

Secondo due fonti militari, che hanno parlato in condizioni di anonimato, l’artefice del recente attacco a Baga sarebbe l’ISWA. Gli avversari politici di Buhari hanno usato quest’ultima aggressione contro il presidente, mettendo in evidenza l’assenza di sicurezza sotto il suo governo.

Pochi giorni prima dell’attacco a Baga, l’esercito nigeriano aveva reso noto che 14 militari erano stati uccisi nel corso di un’imboscata effettuata dai militanti di Boko Haram nel Nord del Paese. Le forze di sicurezza stavano effettuando attività di ricognizione quando erano state attaccate fuori dalla città di Damaturu, nello Stato dello Yobe. In tale occasione il portavoce dell’esercito, il colonnello Onyema Nwachukwu, aveva spiegato che gli sforzi per eliminare i jihadisti nigeriani sono ancora in corso.

A fine novembre, il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, aveva affermato che Boko Haram e l’ISIS dovevano essere “spazzati via dalla faccia della terra”. Tale dichiarazione è stata rilasciata dopo che l’esercito nigeriano aveva annunciato che il numero delle vittime tra le forze di sicurezza per mano dei terroristi dall’inizio del 2018 stava aumentando a dismisura. Tra il 2 il 18 novembre, 39 soldati sono morti, mentre altri 43 sono rimasti feriti in 5 attentati, secondo quanto riportato da fonti militari.

Da quando Boko Haram ha avviato le proprie offensive, nel 2009, più di 30.000 persone sono state uccise e circa 2,6 milioni di cittadini hanno abbandonato le loro case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere Niger, Ciad e Camerun, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano informa che, nel corso dell’anno passato, Boko Haram e l’ISWA hanno compiuto complessivamente 276 attacchi, che hanno causato 1278 morti e 949 feriti, posizionandosi al quinto posto nella lista delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo dopo ISIS, Talebani, al-Shabaab e il Partito Comunista indiano. La Nigeria continua a collaborare con altri vicini colpiti dal terrorismo nella task force multinazionale congiunta, tra cui Benin, Camerun, Ciad e Niger per contrastare i terroristi.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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