Egitto: bomba uccide 3 turisti vietnamiti e guida egiziana

Pubblicato il 29 dicembre 2018 alle 10:39 in Africa Egitto

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Tre turisti vietnamiti sono morti, insieme alla guida egiziana che li scortava, e almeno altri 10 sono rimasti feriti, quando una bomba è esplosa sul ciglio della strada colpendo il loro pullman, a breve distanza dalle piramidi di Giza.

L’attentato è avvenuto venerdì 28 dicembre intorno alle 18.15 ora locale (GMT 16.15), a circa 4 km dalle piramidi di Giza, sito turistico di fama mondiale, e, secondo quanto ha reso noto il Ministero dell’Interno egiziano, sarebbe stato effettuato con un ordigno improvvisato. La fonte ministeriale ha altresì confermato un primo bilancio di 10 feriti, tra cui il conducente del pullman, e la morte di 3 turisti. Il gruppo era composto, in totale, da 14 turisti vietnamiti.

Finora, nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’attacco.

Un investigatore presente sulla scena ha affermato che la bomba molto probabilmente era stata posta vicino al guardrail. Il veicolo era diretto presso le piramidi per assistere a uno spettacolo multimediale di luci e suoni. Lan Le, 41 anni, che era a bordo del pullman e ne è uscito incolume, ha raccontato di ricordare solo il boato dell’esplosione e le urla intorno, e di essersi poi risvegliato nell’ospedale di Al Haram, dove è stato trasportato insieme agli altri feriti.

Il portavoce governativo del Vietnam, Le Thi Thu Hang, ha fermamente condannato l’attacco e ha esortato l’Egitto ad avviare al più presto un’indagine volta a trovare gli artefici dell’attentato. Il primo ministro egiziano, Mostafa Madbouly, ha riferito ai media che il veicolo avrebbe dirottato dal tragitto abituale, la cui percorrenza sicura è garantita dalle forze dell’ordine. Il proprietario dell’agenzia turistica ha fatto eco a tale versione, tuttavia il conducente del pullman ha più tardi affermato di non aver imboccato strade differenti.

Si tratta del primo attentato mortale diretto contro un gruppo turistico in Egitto da oltre un anno; l’ultimo era avvenuto il 14 luglio 2017, quando due turiste tedesche erano state accoltellate e uccise presso il resort Mar Rosso a  Hurghada. L’attacco di venerdì 28 dicembre avviene in un periodo di timida ripresa dei flussi turistici nel Paese, dopo il netto calo causato, a partire dal 2011, dalle violenze e dalla sicurezza precaria. In Egitto sono stati e sono tuttora attivi gli estremisti islamici, tra i quali in primis i militanti dell’Isis.

Nel febbraio 2018 il governo egiziano, che ha fatto della lotta al terrorismo il suo obiettivo primario, aveva lanciato una imponente campagna militare contro i militanti islamici nella Penisola del Sinai e nelle aree meridionali e al confine con la Libia. Data la situazione, già nel corso del 2016 il presidente, Abdel Fattah al-Sisi, aveva aumentato le misure anti-terrorismo, ordinando all’esercito egiziano di portare avanti le operazioni contro l’Isis nel nord del Sinai, sotto l’iniziativa Operation Right of the Martyr, per limitare la minaccia terroristica ed evitare che i jihadisti riuscissero a stabilire una base operativa fissa.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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