Esercito tedesco valuta il reclutamento di cittadini europei

Pubblicato il 28 dicembre 2018 alle 15:14 in Europa Germania

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Le forze armate tedesche, sette anni dopo l’abolizione del servizio militare obbligatorio, stanno elaborando un piano per reclutare cittadini di altri Paesi europei, secondo un rapporto del governo pubblicati da Der Spiegel giovedì 27 dicembre.

L’Ispettore Generale dell’esercito Eberhard Zorn ha riferito che le forze armate tedesche stanno valutando l’ipotesi di arruolare cittadini stranieri per incarichi di alta specializzazione, come medici e specialisti in informatica. “In tempi di carenza di manodopera qualificata, dobbiamo guardare in tutte le direzioni”, ha dichiarato il Generale Zorn durante un’intervista riportata da molte testate giornalistiche tedesche.

Alcune ore dopo l’intervista di Eberhard Zorn, la nota rivista Der Spiegel ha riferito, in un articolo menzionato dal New York Times, che un rapporto governativo indicherebbe che i piani per reclutare i cittadini di altri Paesi europei siano in realtà più ampi e concreti rispetto a quanto fatto intendere dal Generale Zorn. In particolare, secondo i dati riferiti dal quotidiano newyorkese, il rapporto fa riferimento all’arruolamento di stranieri, di età compresa tra i 18 ed i 40 anni, destinati ad un’ampia gamma di ruoli, aggiungendo che quasi due milioni di polacchi, italiani e rumeni residenti i Germania sarebbero buoni candidati.

Il portavoce del ministro della Difesa non si è espresso in merito all’autenticità della relazione governativa menzionata da Der Spiegel, ma ha affermato che l’intenzione delle forze armate è di limitarsi ad arruolare stranieri solamente per ruoli altamente qualificati, come aveva spiegato anche il Generale Zorn.

La carenza di nuove reclute è un problema della Germania da quando è stato abolito il servizio militare obbligatorio, nel 2011. Già nel 2014, il ministro della Difesa, Ursula von der Leyen, aveva cercato di rimediare alla carenza di personale nell’esercito tedesco, attraverso un programma finalizzato a modernizzare le forze armate, estendere l’assistenza all’infanzia durante i turni di lavoro ed aumentare la possibilità di lavoro da casa, al fine di rendere più attraenti un impiego nell’esercito ed aumentare l’arruolamento. La questione dell’inserimento di personale straniero è già stata, in precedenza, oggetto di dibattito pubblico in Germania. Lo scorso luglio, ad esempio, le forze politiche hanno dimostrato posizioni contrastanti per quanto riguarda il diritto delle eventuali reclute straniere alla cittadinanza tedesca.

Dopo la fine della Guerra Fredda, la Germania ridimensionò notevolmente le dimensioni delle sue forze armate. Ciò portò ad una riduzione della domanda di soldati contestualmente ad un aumento della popolazione in seguito alla riunificazione con la Germania dell’Est. In questo modo, la durata minima del servizio militare scese da 18 a 6 mesi fin quando, nel 2011, la leva obbligatoria venne abolita. Dalla fine della Guerra Fredda, l’esercito tedesco è cambiato anche qualitativamente, investendo maggiormente sulla sicurezza informatica e sulle forze speciali. Tuttavia, attirare professionale altamente qualificato si è rivelato un problema per l’esercito, così come per il settore privato, dal momento che l’economia del Paese è in crescita ma la popolazione in età lavorativa non lo è, come spiega il New York Times. Per questo motivo, molti datori di lavoro hanno scelto di assumere cittadini di altri Paesi europei, specialmente dell’est: “Oltre alla metà dei lavoratori assunti durante la recente espansione economica viene dall’estero”, ha dichiarato Karl Brenke, dell’Istituto Tedesco per la Ricerca Economica.

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Cristina Lipari

di Redazione

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