Elezioni Madagascar: Rajoelina vince il secondo turno

Pubblicato il 28 dicembre 2018 alle 10:03 in Africa Madagascar

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Andry Rajoelina è il vincitore del secondo turno delle elezioni presidenziali del Magascar. Secondo i conteggi effettuati dalla commissione elettorale, Rajoelina ha vinto con il 55.66% dei voti, mentre il rivale Marc Ravalomanana ha ottenuto il 44.34% dei consensi.

L’Alta Corte Costituzionale, adesso, avrà 9 giorni per decidere se confermare o meno i risultati. Nel frattempo, subito dopo l’annuncio della vittoria di Rajoelina, la squadra elettorale di Ravalomanana ha presentato un reclamo formale, accusando l’avversario di frode e chiedendo la cancellazione dei voti. Ad avviso degli osservatori dell’Unione Europea, che hanno monitorato il processo elettorale, le votazioni si sono tenute correttamente. “Il Madagascar non ha più bisogno di guai”, ha dichiarato Rajoelina, respingendo le accuse sollevate da Ravalomanana, che non era presente alla proclamazione dei risultati.

Andry Rajoelina, 44 anni, è un ex disc jockey che ha conquistato il potere rovesciando Ravalomanana nel 2009. Conosciuto per la sua retorica e il suo carisma, è stato il più giovane presidente dell’Africa all’età di 34 anni. Durante gli anni al potere, dal 2009 al 2014, la povertà e la corruzione aumentarono mentre gli investitori e i donatori tagliarono progressivamente gli aiuti. Rajoelina ha sostenuto Rajaonarimampianina alle elezioni del 2013, dopo aver accettato di non essere in grado di aiutare a ristabilire l’ordine. Questa volta, l’ex presidente promette lo sviluppo delle infrastrutture e si impegna a migliorare le spiagge per renderle “come quelle di Miami e della Costa Azzurra”, per attirare più turisti e promuovere la creazione di posti di lavoro.

Marc Ravalomanana, 68 anni, è stato leader del Madagascar dal 2002 fino al rovesciamento del 2009. Gli elettori lo conoscono come “il lattaio” perché è il proprietario del conglomerato lattiero-caseario più importante del Paese. In seguito al colpo di Stato, Ravalomanana ha vissuto per anni in esilio in Sudafrica prima di tornare in Madagascar nel 2014, per tentare una rimonta politica. A suo avviso, il Paese è tornato indietro da quando lui è stato estromesso. Se verrà eletto, ha riferito nel corso di un’intervista, ricostruirà “tutto ciò che hanno distrutto, riparerà le strade che erano state costruite quando era presidente”.

Le elezioni si erano tenute il 7 novembre ma, dal momento che nessun candidato aveva ottenuto la maggioranza richiesta, il 19 dicembre si è tenuto il secondo turno di votazioni. In base alla legge elettorale del Madagascar, i due candidati che hanno totalizzato i risultati più alti, nel caso in cui nessuno sia riuscito ad ottenere la maggioranza assoluta del 50% dei consensi più 1, devono affrontare in un secondo round.

Secondo le stime della World Bank, l’80% della popolazione del Madagascar, pari a oltre 25 milioni, vive in condizioni di povertà, nonostante le riserve di nichel, cobalto, oro, uranio e altri minerali. Un colpo di Stato nel 2009, organizzato dal sindaco della capitale Antananarivo, ha portato ad una condanna internazionale e ha ridotto drasticamente la fiducia degli investitori stranieri, che hanno ridotto l’afflusso di denaro nel Paese africano. Dal 2009 al 2014, Rajoelina ha rivestito la carica di presidente di transizione. Successivamente, in occasione delle elezioni del 20 dicembre 2013, ad entrambi gli ex presenti, Ravalomanana e Rajoelina, fu impedito di partecipare. I risultati elettorali segnarono perciò la vittoria di Rajaonarimampianina. Durante il suo mandato, il Madagascar ha sperimentato l’attenuarsi di una lunga serie di crisi politiche. 

Lo scorso aprile, il Madagascar ha vissuto una nuova crisi politica, scaturita in seguito ad un emendamento emesso dal governo di Rajaonarimampianina per impedire a Ravalomanana di ricandidarsi alle elezioni. Successivamente, nel mese di maggio, il leader ha approvato una nuova legge che ha permesso a Ravalomanana di ripresentarsi come candidato.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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