Spagna: fondi per le Canarie dirottati in Catalogna, ira delle autorità dell’arcipelago

Pubblicato il 27 dicembre 2018 alle 6:02 in Europa Spagna

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Gli accordi tra il governo spagnolo e le forze indipendentiste catalane per approvare la legge di bilancio 2018, che hanno facilitato l’incontro dello scorso giovedì 20 dicembre tra il premier Sánchez e il presidente della Generalitat Torra, hanno causato profonda indignazione alle Isole Canarie. Molti dei fondi dirottati in Catalogna, infatti, provengono da voci di spesa previste per l’arcipelago spagnolo dell’Oceano Atlantico.

“Questa è la dura realtà che affrontiamo, tutto ciò che spettava alle Canarie è stato ignorato dal governo spagnolo per essere regalato ai partner che lo mantengono al potere a tutti i costi. Non lo permetteremo”. Con queste parole, il presidente della Comunità Autonoma delle Canarie, Fernando Clavijo, ha espresso la volontà dell’esecutivo isolano di protestare contro la decisione del governo centrale di non rispettare le sentenze della Corte Suprema che riconoscono l’obbligo di trasferire alle Isole Canarie 945 milioni di euro, compresi gli interessi, che sono loro dovuti in funzione dell’accordo sul sistema stradale 2012-2017. A ciò si aggiunge l’indignazione di vedere come, nei giorni precedenti il Consiglio dei ministri tenutosi a Barcellona, uno dopo l’altro i ministeri hanno informato il governo regionale che non potevano dare il via libera ad altri 15 accordi di vario genere associati alle isole, perché privi della necessaria autorizzazione del Ministero delle Finanze. In totale, questi accordi prevedevano trasferimenti per 476 milioni di euro. Quasi un miliardo e mezzo in meno per l’arcipelago, il cui finanziamento è stabilito da una Legge Organica, la 11/1982, popolarmente nota come LOTRACA (Legge Organica di Trasferimento di Competenze Complementari alle Canarie).

Il disagio dell’arcipelago, già espresso dalla parlamentare di Coalición Canaria, Ana Oramas, giovedì 20 dicembre durante il dibattito parlamentare sulla gestione del deficit, è ulteriormente aumentato dopo aver verificato che l’esecutivo di Pedro Sanchez ha annunciato un dono di 200 milioni, non inclusi nel bilancio in vigore, per le strade della Catalogna.

“Le Canarie pagheranno un prezzo altissimo perché Sánchez si doveva fare una foto con Torra, non ha scrupoli” – ha attaccato la leader nazionalista canaria, che rivolgendosi al ministro delle finanze María Jesús Montero ha continuato: “Per una foto avete venduto i diritti dei cittadini delle Canarie. Ci state mandando il messaggio che dobbiamo essere indipendentisti, che dobbiamo spaccare la società e che dobbiamo essere irresponsabili per avere diritti e finanziamenti. Non meritano questo né la mia terra né questi Paese”. Il video dell’intervento di Ana Oramas è diventato virale, superando il mezzo milione di visualizzazioni su Twitter e Facebook.

“Sicuramente il Partito Socialista Canario, il suo segretario generale, i deputati e senatori socialisti rimarranno in silenzio. I contadini, gli imprenditori, i cittadini e questa deputata non rimarranno in silenzio” – ha attaccato Oramas, unica deputata di Coalición Canaria, partito regionalista moderato dell’arcipelago.

Sabato 22 dicembre, il ministro dei Lavori pubblici, José Luis Abalos , ha cercato di porre rimedio alla situazione siglando con il responsabile canario delle opere pubbliche, Pablo Rodriguez, un nuovo accordo da 1,2 miliardi di euro per otto anni, ma senza riconoscere il debito del precedente accordo che le isole rivendicano e lasciando in sospeso i restanti 15 accordi per le coste, le infrastrutture educative, i sussidi per l’acqua nel settore agricolo, l’aiuto per le squadre di bambini che si spostano per diversi campionati nella penisola, la risistemazione della spiaggia di Valliseco o il riabilitazione della località di Las Chumberas. Questi accordi dovrebbero avere l’approvazione definitiva prima del prossimo 28 dicembre in modo da poter essere allegati al Bilancio generale dello Stato del 2018.

L’assessore delle Canarie ha dichiarato che il nuovo accordo è molto importante perché garantisce nuovi lavori, ma la sua firma “non significa rinunciare a un solo euro di ciò che corrisponde alle Canarie in modo legittimo”.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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