Etiopia: Parlamento crea commissione di riconciliazione

Pubblicato il 27 dicembre 2018 alle 15:18 in Africa Etiopia

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Il Parlamento etiope ha approvato la creazione di una commissione di riconciliazione, nel tentativo di sedare le violenze entiche. L’obiettivo della nuova commissione è quello di “mantenere la pace, l’unità nazionale ed il consenso tra il popolo etiope”, ha riportato la radio nazionale Fana, aggiungendo che verranno identificate altresì le ragioni per la violazione dei diritti umani.

Il presidente della commissione parlamentare per la Pace e gli Affari Esteri, Tesfaye Daba, ha riferito che verranno indagati anche gli abusi compiuti finora, effettuando proposte per migliorare la situazione di sicurezza.

Secondo le stime dell’Ufficio dell’Onu per la Coordinazione degli Affari Umanitari, almeno 2,4 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case in Etiopia, a causa degli scontri etnici. In particolare, 1 milione di cittadini sono stati dispersi per via delle violenze tra gli Oromo e la minoranza entica Gedeo, nel Sud del Paese, dallo scorso aprile ad oggi.

Da quando è salito alla guida dello Stato africano, il 2 aprile scorso, il premier Abiy Ahmed ha avviato un cambiamento radicale non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello politico e sociale. Uno dei maggiori risultati finora ottenuti è stata la firma dell’accordo di pace con l’Eritrea, il 9 luglio, con cui I due Paesi vicini hanno sancito fine dello stato di guerra, in corso dal maggio 1998. Ahmed ha altresì intrattenuto colloqui di pace con diversi gruppi di ribelli, tra cui l’Oromo Liberation front (OLF), il Patriotic Ginbot (PG7), l’Ogaden National Liberation Front (ONLF) e il Tigray People’s Democratic Movement.

Nonostante ciò, fin dall’inizio del mandato, Ahmed ha dovuto affrontare una nuova ondata di violenze di matrice etnica che hanno invaso tutto il Paese. Lo scorso 16 settembre, nella la città di Barayu, nella regione Oromia, 58 persone hanno perso la vita e molte altre sono state costrette ad abbandonare le proprie case per via di scontri.  Le offensive sono scoppiate in seguito al ritorno in Etiopia della leadership dell’OLF.

Successivamente, il 3 ottobre gli scontri sono continuati nella regione occidentale di Benishangul-Gumuz, nella zona di Kamashi, provocando la morte di 44 persone e costringendo 70.000 cittadini ad abbandonare le proprie case. E ancora, a metà dicembre, altre 21 persone sono morte nel Sud dell’Etiopia per scontri etnici.

Abiy è il primo membro del gruppo oromo a guidare la coalizione governativa che, prima di lui, era stata dominata dai membri dell’etnia tigrina. La coalizione governativa Ethiopian People’s Revolutionary Democratic Front (EPRDF) è al potere in Etiopia dal 1991, ed è formata da quattro partiti, quali Southern Ethiopian People’s Democratic Movement (SEPDM), Amhara Democratic Party (ADP), Oromo Democratic Party (ODP) e Tigraryan People’s Liberation Front (TPLF). 

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Sofia Cecinini

di Redazione

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