Cina e Usa:un bilancio della “guerra commerciale”

Pubblicato il 27 dicembre 2018 alle 14:02 in Asia Cina

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Il contrasto geopolitico tra le due maggiori potenze globali – Stati Uniti e Cina – ha caratterizzato il corso del 2018, ma qual è il piano per il futuro? Come proseguirà la cosiddetta “guerra commerciale” nel 2019? Quel che è certo è che, quando, il 1 dicembre scorso, è stata arrestata la leader del gruppo cinese Huawei, Meng Wanzhou – proprio mentre il presidente Usa e la sua controparte cinese decidevano di mettere in pausa le tensioni commerciali per 90 giorni – la contesa bilaterale è entrata in una nuova fase.
Il 1 dicembre scorso, il presidente Trump e il presidente Xi Jinping, durante un bilaterale ai margini del G20 di Buenos Aires, si sono accordati per mettere in pausa per 90 giorni la guerra dei dazi che Cina e Usa si sono imposti sulle importazioni reciproche negli ultimi mesi, lasciando un po’ di respiro ai mercati internazionali. Dal lato degli Stati Uniti, le politiche commerciali aggressive del presidente Trump hanno portato a un calo nelle esportazioni e a un aumento del deficit commerciale.
Alla fine del 2018, la distanza tra Washington e Pechino è sempre più grande, nonostante l’aumento dell’importanza della Cina sulla scena internazionale e la maggiore interdipendenza tra i due Paesi, una situazione che rende difficilmente paragonabile la tensione attuale con quella tra Stati Uniti e Russia durante la Guerra Fredda.
A livello mondiale, l’economia cinese è già al primo posto a livello mondiale per parità di potere di acquisto, manifattura a valore aggiunto, commercio al dettaglio e riserve di valuta estera (comprese quelle denominate in dollari statunitensi). Pechino, inoltre, afferma di essere il principale partner commerciale di più di 130 Paesi, compresi gli Usa. La Cina è attualmente il maggiore partner per il commercio al dettaglio degli Stati Uniti, il suo terzo mercato per le esportazioni e la maggiore fonte di importazioni. Molte aziende americane leader in campo tecnologico come la Boeing o la Apple sono presenti in modo massivo in Cina e proprio questa presenza ha permesso loro di rimanere competitive sul mercato internazionale.
I dazi commerciali imposti dal presidente Trump – che in totale dovrebbero applicarsi a beni cinesi per un valore di 517 miliardi di dollari, una somma uguale al totale delle importazioni statunitensi dalla Cina di tutto il 2018 – minacciano questi rapporti commerciali. I dazi sono stati creati per arginare quella che viene definita “aggressione economica” cinese e comprende i trasferimenti tecnologici forzati, le violazioni della proprietà intellettuale, un accesso ai mercati non equo e attacchi cibernetici.
La strategia del presidente Trump nei confronti della Cina non si è limitato ai dazi commerciali, ma ha anche previsto una serie di indagini legate sempre a dispute in ambito di commercio bilaterale. L’ultima, nonché quella che ha attirato maggiormente l’attenzione internazionale, è proprio la richiesta di estradizione dal Canada di Meng Wanzhou, la CFO e figlia del presidente del colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei. La signora Meng era in transito all’aeroporto di Vancouver quando è stata fermata dalle autorità canadesi, su richiesta degli Stati Uniti, con l’accusa di aver violato le sanzioni statunitensi sulle importazioni nei confronti dell’Iran. Meng Wanzhou è stata poi rilasciata su cauzione, ma è bloccata in Canada fintanto che le autorità giudiziarie canadesi non avranno stabilito se la richiesta degli Usa sia o meno conforme alla regola della “doppia colpevolezza”, ovvero se le accuse a carico della donna sia o meno lecite sia per il sistema giuridico degli Usa che per quello del Canada.
La politica estera del presidente Trump nei confronti della Cina è stata, nel corso del 2018, un mix tra impulsività e calcolo, secondo l’analisi di The Diplomat e nei mesi futuri la porzione di imprevedibilità tenderà ad aumentare dopo le dimissioni del segretario alla difesa, Jim Mattis. Probabilmente, i 90 giorni di pausa attuale e i negoziati bilaterali che si stanno svolgendo, potrebbero rappresentare un’occasione per l’amministrazione Usa per fermarsi a pensare e valutare come portare avanti la politica nei confronti di Pechino in futuro.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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