Trump ed Erdogan si incontreranno nel 2019

Pubblicato il 26 dicembre 2018 alle 6:01 in Turchia USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accettato l’invito della sua controparte turca, Recep Tayyp Erdogan, a visitare la Turchia, secondo quanto comunicato da Ibrahim Kalin, un portavoce del leader di Ankara.

Lunedì 24 dicembre, dopo una riunione di gabinetto nella capitale turca, Kalin ha comunicato che Trump vuole effettuare il viaggio nel 2019, ma che non è stata ancora individuata la data precisa. Il portavoce ha sottolineato che l’invito è stato effettuato durante una telefonata tra i due leader.

Durante la telefonata, definita “lunga e produttiva” da Trump, i due presidenti hanno discusso del lento e altamente coordinato ritiro del personale militare statunitense dalla Siria, dell’ISIS e del coinvolgimento di Turchia e Stati Uniti nel Paese mediorientale. Trump ha aggiunto di aver parlato con Erdogan del commercio in espansione tra i due Paesi, dopo il momento di stallo che hanno superato. Il leader di Ankara, separatamente, ha confermato di aver avuto una telefonata produttiva con la sua controparte statunitense, durante la quale i due si sono accordati per rafforzare la cooperazione per una serie di questioni, incluse le relazioni commerciali e gli sviluppi in Siria”. La Casa Bianca ha confermato l’invito e ha aggiunto che il presidente è “aperto a un potenziale incontro in futuro”. Trump aveva ospitato Erdogan a Washington a maggio 2017.

Inoltre, il portavoce del presidente turco ha comunicato che una delegazione militare statunitense visiterà la Turchia durante l’ultima settimana di dicembre, per parlare della situazione della Siria e coordinarne i prossimi movimenti. Trump, infatti, ha deciso di ritirare le truppe statunitensi dal Paese mediorientale, dichiarando che la lotta contro l’ISIS è terminata, e aveva preannunciato tale decisione a Erdogan durante una telefonata avvenuta il 14 dicembre. La decisione del leader della Casa Bianca aveva preoccupato diverse personalità statunitensi, tanto che James Mattis, il segretario della Difesa, e Brett McGurk, l’inviato statunitense alla guida della coalizione internazionale per la lotta contro lo Stato Islamico, avevano rassegnato le dimissioni. Anche il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva condannato la decisione.

Dopo la notizia del ritiro delle truppe statunitensi, la Turchia ha promesso di subentrare agli Stati Uniti nella lotta per sconfiggere l’ISIS in Siria. Inoltre, l’esercito di Ankara ha già cominciato a rafforzare le sue posizioni ai confini con il Paese mediorientale. Erdogan ha altresì promesso che libererà la Siria dai gruppi armati curdi sostenuti dagli Stati Uniti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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