Iran: trattative con i talebani afgani, il governo di Kabul ne era al corrente

Pubblicato il 26 dicembre 2018 alle 14:37 in Afghanistan Iran

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L’Iran ha incontrato i talebani afgani, tenendo al corrente il governo dell’Afghanistan, per favorire la cooperazione nell’area, secondo quanto comunicato da un funzionario della sicurezza iraniano, Ali Shamkhani.

Shamkhani, il segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale Supremo dell’Iran, ha annunciato la notizia durante una visita a Kabul. “Il governo afgano è stato informato degli scambi e delle trattative con i talebani, e il processo continuerà” ha aggiunto il funzionario. Non sono stati forniti dettagli sul luogo dove si sono tenuti gli incontri.

“La Repubblica Islamica è sempre stata uno dei pilastri principali di stabilità della regione, e la cooperazione fra i due Paesi aiuterà certamente a far migliorare le questioni di sicurezza odierne dell’Afghanistan” ha dichiarato Shamkhani. È la prima volta che vengono confermate le trattative tra talebani e funzionari iraniani. L’annuncio ha fatto seguito alle trattative di riconciliazione avviate a metà dicembre tra gli Stati Uniti e i funzionari talebani, che sono avvenute negli Emirati Arabi Uniti.

Da parte loro, i talebani hanno dichiarato di aver incontrato altresì i funzionari di Emirati Arabi Uniti, Pakistan ed Arabia Saudita, ma di essersi rifiutati di incontrare la delegazione dell’Afghanistan. Tali nuovi tentativi diplomatici sono l’ultimo sforzo di Washington per uscire dal conflitto, che dura ormai da 17 anni. In quest’ottica, il leader della Casa Bianca ha deciso di ritirare circa la metà delle sue truppe dall’Afghanistan.

L’Iran e l’Afghanistan hanno in comune circa 600km di confine, e negli ultimi anni hanno avuto una relazione complessa. Teheran ha supportato a lungo la minoranza Hazara Shia su territorio afgano, che negli anni ’90 era stata violentemente perseguita dai talebani. L’Iran aveva lavorato congiuntamente a Stati Uniti e agli alleati occidentali per scacciare il gruppo terroristico dal Paese, dopo l’invasione a guida statunitense del 2001.

Tuttavia, ci sono state una serie di accuse da fonti occidentali ed afgane secondo le quali negli ultimi anni le Guardie della Rivoluzione iraniane avrebbero stretto i rapporti con i talebani, con l’obiettivo di cacciare le forze statunitensi dall’Afghanistan. Alcuni funzionari afgani, inoltre, nell’ultimo periodo hanno accusato Teheran di aver fornito denaro, armi ed esplosivi ai talebani. Da parte sua, l’Iran ha respinto tali accuse.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. I talebani, tuttavia, non sono l’unica preoccupazione dell’esercito di Kabul e degli USA, poiché, dal 2015, l’Afghanistan è minacciato anche dalle attività della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nell’area, che compie attacchi sistematici contro le comunità locali sciite.

I talebani, il cui scopo è quello di espellere le forze armate straniere dal Paese, erano stati invitati per la prima volta dal governo di Kabul a sedersi al tavolo delle trattative, senza precondizioni, a febbraio 2018. Il capo dell’UNAMA, missione dell’ONU operante in Afghanistan, Toby Lazier, il 23 novembre, si era detto certo che verrà raggiunto un accordo di pace. L’uomo aveva però specificato che c’era bisogno di più coordinazione internazionale e della volontà di includere tutte le parti nella discussione. Un esempio di questa politica di collaborazione è il colloquio negli Emirati Arabi Uniti.

A dicembre, la comunità internazionale ha assistito a numerosi sforzi diplomatici affinché la situazione nel Paese si stabilizzasse. L’amministrazione Trump ha nominato un rappresentante speciale, Zalmay Khalilzad, affinché coadiuvasse il processo di pace nella regione. Khalilzad ha incontrato tre volte i talebani, l’ultima il 18 dicembre ad Abu Dhabi. Durante questo colloquio, al quale erano presenti anche rappresentanti pakistani e emiratini, si era discusso di un possibile ritiro americano e di un cessate il fuoco della durata di 6 mesi. Un altro tentativo è stato fatto durante la Conferenza sull’Afghanistan, tenutasi al Ginevra dal 26 al 28 novembre, dove il presidente Ghani aveva presentato un piano quinquennale per lo stabilimento della pace nella regione che includeva anche trattative pacifiche con i talebani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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