Libia: riesumata fossa comune di vittime dell’ISIS

Pubblicato il 25 dicembre 2018 alle 10:23 in Africa Libia

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I corpi di 34 persone uccise in Libia dall’ISIS nel 2015 sono stati riesumati da una fossa comune, secondo quanto riportato lunedì 24 dicembre dalle autorità libiche.

La tomba è stata scoperta domenica 23 dicembre, dopo avere ottenuto informazioni durante le indagini e l’arresto di alcuni membri dello Stato Islamico. Secondo Reuters, i corpi appartengono a cittadini etiopi cristiani. The New Arab, invece, sostiene che i cadaveri siano 75 e siano combattenti dell’ISIS. Infine, il quotidiano The Lybian Observer ha comunicato che i morti siano cittadini libici.

La notizia è stata rilasciata sulla pagina Facebook del Dipartimento di Indagini Criminali del Ministero dell’Interno libico. Ad aprile 2015, un video postato sui social media mostrava i militanti dell’ISIS nell’atto di sparare e decapitare i cristiani, vestiti con tute arancioni, su una spiaggia.

Il Dipartimento ha disposto immagini della fossa comune riprese con un drone. Il sito si trova in una fattoria nei pressi della città di Sirte. I cadaveri verranno rimpatriati in Etiopia una volta che verranno completate le procedure legali domestiche e internazionali. Lo Stato Islamico aveva preso il controllo di Sirte, la città natale dell’ex leader della Libia, Muammar Gheddafi, nel 2015, e l’aveva poi persa a dicembre 2016, sconfitta dalle forze locali sostenute dalla coalizione a guida statunitense, dopo 8 mesi di lotta all’ultimo sangue.

Sin dalla sconfitta a Sirte, i jihadisti hanno continuato a combattere dalle aree rurali dove si erano rifugiati, in Libia occidentale. Ad aprile, il governo di Tripoli ha lanciato una campagna per sconfiggere definitivamente l’ISIS. Tuttavia, lo Stato Islamico rimane una forza potente in Libia. Il gruppo terroristico ha stabilito centri di addestramento e quartier generali operazionali nelle aree centrali e meridionali del Paese africano, nonostante sia stato cacciato da Sirte e Derna.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento della NATO, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica e l’ISIS ha approfittato della situazione per insediarvisi. Tra il 2012 e il 2014, il Paese è giunto nuovamente sull’orlo di una guerra civile, che ha portato alla formazione di due governi rivali, uno insediato a Tripoli e uno a Tobruk. Il 17 settembre 2015, l’accordo di Skhirat ha dato vita al Governo di Accordo Nazionale (GNA), con a capo Serraj, che avrebbe dovuto unificare il panorama politico libico. Tuttavia, gli altri due governi non l’hanno mai riconosciuto, così che Serraj è riuscito ad insediarsi a Tripoli soltanto il 30 marzo 2016 e, da allora, le autorità libiche continuano ad essere divise in due governi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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