USA: Aumento aiuti alla marina ucraina dopo crisi di Kerch

Pubblicato il 24 dicembre 2018 alle 16:04 in USA e Canada Ucraina

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Dopo la crisi di Kerch, Washington ha deciso aumentare gli aiuti nei confronti della marina militare ucraina. L’Ucraina riceverà dagli Stati Uniti 10 milioni di dollari che si andranno ad aggiungere al miliardo di dollari che Washington ha for Kiev a partire dal 2014, secondo le stime del dipartimento di Stato americano. La decisione è arrivata dopo che la Lituania ed il Regno Unito hanno aumentato la loro assistenza nei confronti di Kiev, come spiega l’agenzia di stampa Reuters.

Fin dal 2014, anno dell’invasione russa della Crimea, Washington ha mandato all’Ucraina aiuti che ammontano a circa un miliardo di dollari, come riferisce il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. L’ultima tranche di questi fondi di cooperazione e sicurezza, di 200 milioni di dollari, è stata annunciata il 20 luglio ed è destinata all’acquisto di attrezzature da utilizzare per i programmi di formazione e per il miglioramento di alcune delle esigenze operative dell’esercito ucraino, come la capacità di comando e controllo e la visione notturna. L’obiettivo finale degli aiuti statunitensi è quello di difendere l’integrità territoriale del Paese. Significativamente, l’annuncio del Pentagono dell’ultima tranche di aiuti è arrivata quattro giorni dopo l’incontro di Helsinki tra Trump e Putin. Sembra che, come è stato riportato da Bloomberg, durante un incontro a porte chiuse nella capitale finlandese, il Presidente russo abbia proposto al suo omologo americano di organizzare un referendum per risolvere la situazione nell’Ucraina Orientale. Tuttavia, la decisione di Washington, in quel momento come ora, è stata quella di continuare a supportare Kiev, rifiutando l’offerta russa. La posizione è stata chiarita dal portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, Garrett Marquis, che ha affermato: “L’amministrazione non sta considerando di sostenere un referendum nell’Ucraina orientale”, ricordando che “gli accordi di Minsk sono lo strumento per risolvere il conflitto nel Donbass e non includono l’opzione di un referendum”.

Successivamente all’incidente verificatosi nello stretto di Kerch il 25 novembre, gli Stati Uniti hanno manifestato “profonda preoccupazione per l’accaduto” ed il Segretario di Stato, Mike Pompeo, ha accusato la Russia di aver determinato “un’escalation pericolosa e una violazione del diritto internazionale”. Lunedì 26 novembre, l’ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, ha condannato l’azione di Mosca ed ha avvertito la Russia che il suo sequestro delle tre imbarcazioni ucraine è “un’oltraggiosa violazione del territorio sovrano ucraino”.

Per quanto riguarda le conseguenze dell’incidente nelle relazioni tra Mosca e Washington, l’Ambasciatrice Haley ha sottolineato che, come il presidente Trump ha ribadito molte volte, gli Stati Uniti gradirebbero un rapporto normale con la Russia, ma che “azioni illegali come questa continuano a renderlo impossibile”. Inoltre, a seguito dell’incidente, il Presidente Trump ha cancellato l’incontro con Putin, che avrebbe dovuto avere luogo in Argentina a margine del G20.

Lo stretto di Kerch, che collega il mar Nero con il mar d’Azov, si trova ad est della penisola di Crimea, controllata dalla Federazione Russa. Tale stretto è stato il teatro di uno scontro diplomatico tra la Mosca e Kiev domenica 25 novembre. Quel giorno, in seguito al tentativo di tre navi ucraine, precisamente due corazzate ed un rimorchiatore, di attraversare lo stretto, la Russia, accusando l’Ucraina di aver violato le sue acque territoriali, ha aperto il fuoco contro le imbarcazioni in questione, come sottolinea la BBC. Mosca si è difesa spiegando che Kiev non ha avvertito dell’avvicinamento delle navi da guerra alle acque territoriali russe, sostenendo dunque che quanto avvenuto sia una provocazione da parte di Kiev “finalizzata ad accendere un’altra fonte di tensione nella regione così da creare un pretesto per aumentare le sanzioni contro la Russia”, come riporta in una nota del ministero degli Esteri di Mosca citata da Reuters. Lo stesso Putin ha dichiarato che “l’incidente nel Mar Nero è stata una provocazione organizzata dalle autorità e, probabilmente, dal Presidente stesso”, aggiungendo che “il rating di Poroshenko sta crollando, quindi aveva bisogno di fare qualcosa”.

L’Ucraina ha preso diverse misure in risposta a quanto avvenuto lungo lo stretto di Kerch. Lunedì 26 novembre il Parlamento ucraino ha dato il via libera sulla legge marziale, che sarà applicata per un periodo di 30 giorni nelle aree più vulnerabili ad un potenziale attacco russo, ovvero in 10 delle 27 regioni del Paese. La proposta iniziale, avanzata da Poroshenko, era di applicare la legge marziale per 60 giorni. Tuttavia, i membri del Parlamento e del Governo hanno spinto per dimezzarne la durata, al fine di evitare eventuali interferenze nelle possibili elezioni del 31 marzo, come spiega il Washington Post. Ad una domanda circa la il bisogno di dover estendere la legge marziale oltre il termine dei 30 giorni, le autorità ucraine hanno risposto che “il termine della legge marziale dipenderà dalla Federazione Russa”, spiegando che “il regime legale ucraino sarà basato sulla condotta di Mosca”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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