Macron contrario alla decisione di Trump di ritirare truppe USA dalla Siria

Pubblicato il 24 dicembre 2018 alle 12:11 in Francia USA e Canada

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha condannato la decisione del presidente Donald Trump di ritirare le truppe americane dalla Siria, dicendo che “un alleato deve essere affidabile”.

Mentre si trovava in Ciad, a N’Djamena, Macron ha commentato la questione, dicendo di non essere d’accordo. “Essere alleati significa combattere spalla a spalla”, ha specificato il leader francese, aggiungendo che la Francia sta facendo esattamente questo con le autorità del Ciad per combattere al-Qaeda e altri gruppi estremisti attivi nella regione. Macron ha altresì porto un tributo all’ormai ex segretario della Difesa, James Mattis, il quale ha presentato le dimissioni il 20 dicembre, in seguito all’annuncio del ritiro americano da parte di Trump. Ad avviso del capo dell’Eliseo, Mattis è stato un alleato affidabile per oltre un anno.

Alla Vigilia di Natale, Macron si trova in Ciad per dimostrare il supporto militare francese al Paese africano, nella lotta contro il terrorismo. Da parte sua, il presidente Idris Deby ha riferito che le forze francesi sono le uniche che combattono l’estremismo nel Sahel, lodando l’impegno di Parigi. N’Djamena fa parte del G5 Sahel Force, un corpo antiterrorismo composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso, che è stato creato nel febbraio 2017 per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni.

Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità la formazione del G5 Sahel nel giugno 2017.

La Francia, che dal 2013 dispone di 4,000 truppe posizionate nel nord del Mali, è uno dei principali sostenitori del G5 Sahel. In particolare, l’obiettivo del presidente Emmanuel Macron sarebbe quello di far trasferire parte dei finanziamenti che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu destina alle 10,000 truppe di peacekeeping della missione MINUSMA, alle forze multinazionali che operano in Sahel.

In merito alla Siria, la Francia fa parte della coalizione internazionale, a guida americana, che combatte contro lo Stato Islamico in Iraq e in Siria. Oltre a ciò, il 19 settembre 2014, Parigi ha avviato un’operazione militare, nota con il nome di Operation Chammal, che mira a contenere l’espansione dell’organizzazione terroristica in entrambi i Paesi e a sostenere l’esercito iracheno.

Il 21 dicembre, anche l’inviato statunitense alla guida della coalizione internazionale per la lotta contro l’ISIS, Brett McGurk, ha rassegnato le dimissioni. Come Mattis, nella sua lettera di dimissioni McGurk ha dichiarato che i militanti dello Stato Islamico sono in fuga, ma non sono ancora stati sconfitti, al contrario di quanto sostenuto da Trump. Inoltre, secondo l’inviato, la prematura ritirata delle forze statunitensi dalla Siria creerà le condizioni adatte per una rinascita del gruppo terroristico.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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