Cuba: il governo ritratta sul matrimonio omosessuale

Pubblicato il 24 dicembre 2018 alle 6:07 in America Latina Cuba

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La Commissione che ha preparato la bozza della nuova Costituzione cubana ha rimosso l’articolo che apriva la porta alla legalizzazione del matrimonio omosessuale, a causa dell’opposizione a tale questione rilevata durante i dibattiti popolari sulla riforma della Costituzione che hanno avuto luogo negli ultimi tre mesi in tutta l’isola.

“La Commissione propone di rinviare la revisione del concetto di matrimonio, vale a dire propone di lasciare il progetto di Costituzione come un modo per rispettare tutte le opinioni. Il matrimonio è un’istituzione sociale e legale. Sarà una legge successiva a definire tutti gli altri elementi ” – ha informato l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, il parlamento cubano, tramite l’account Twitter ufficiale.

La proposta iniziale era quella di modificare il concetto di matrimonio che appare nell’attuale Costituzione (1976), dove è definito come l’unione tra un uomo e una donna. Era stato proposto di sostituire l’attuale definizione con “l’unione tra due persone con capacità legale”, senza specificare il genere. 

La svolta è stata annunciata martedì 18 dicembre durante le riunioni delle Commissioni precedenti la sessione plenaria che è tenuta all’Assemblea nazionale il successivo venerdì 21 dicembre, quando si è votato sulla bozza costituzionale, che ha incorporato le proposte della cittadinanza sorte durante il processo di discussione pubblica del testo.

Secondo quanto riferisce il parlamento dell’isola, sempre via Twitter, la nuova Costituzione “incorpora un capitolo solo per la famiglia, dove sono riconosciuti i legami legali e de facto, e  il diritto di ogni cittadino di fondare una famiglia, senza distinzioni di natura”. L’Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha anche specificato che “nel Codice di famiglia dovrebbe essere stabilito chi può essere soggetto al matrimonio ” e che si terrà un referendum popolare e referendum “entro due anni da una proposta di disposizione transitoria raccolta nel progetto stesso “.

L’emendamento costituzionale che garantisce che una futura legge sul matrimonio egualitario aveva aperto un intenso dibattito a Cuba, con una campagna a favore da parte della comunità LGBT, e contro da parte della Chiesa cattolica e  soprattutto delle chiese evangeliche, un culto che ha sempre più adepti nell’isola e in tutta l’America Latina.

Secondo il rapporto presentato martedì 18 dicembre ai deputati dal segretario del Consiglio di Stato di Cuba, Homero Acosta, tale articolo (il numero 68 della bozza costituzionale)  è stato il più discusso in occasione delle riunioni pubbliche, tanto da essere tema di dibattito nel 66% degli incontri. 

Nel corso del processo di valutazione popolare, sono stati compilati 192.408 pareri, di cui 158.376 hanno proposto “di sostituire la proposta con quella attualmente in vigore” (la definizione di matrimonio come unione tra uomo e donna), sempre secondo quanto riferito da Acosta. 

La bozza della nuova Costituzione sarà votata dall’Assemblea Nazionale del Potere Popolare questo venerdì e, una volta approvata,  sarà sottoposta a referendum popolare il 24 febbraio. Il testo proposto, che non incorpora modifiche del sistema politico, riconosce la proprietà privata, elimina i riferimenti al comunismo (ma non al ruolo guida del Partito) e reintroduce la figura del primo ministro abolita nel 1976. 

La commissione per la riforma costituzionale che ha redatto il progetto iniziale e l’ha modificata introducendo alcune delle proposte fatte dai cubani durante il dibattito popolare  è guidata dall’ex presidente e leader del Partito comunista di Cuba Raúl Castro.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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