Israele: proteste simili a quelle dei Gilet Gialli francesi contro i rincari

Pubblicato il 23 dicembre 2018 alle 11:28 in Israele Medio Oriente

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Sabato 22 dicembre, centinaia di cittadini israeliani hanno protestato contro il costo della vita in Israele e i presunti casi di corruzione del governo, in una manifestazione ispirata a quella dei Gilet Gialli francesi.

In Israele, le proteste, che vanno avanti già da qualche tempo, si sono concentrate su una recente ondata di aumenti dei prezzi di elettricità, acqua, gas, servizi telefonici, prodotti alimentari, assicurazione e tasse sulla proprietà. Durante le dimostrazioni di sabato 22 dicembre, i manifestanti, vestiti di gilet gialli, hanno bloccato l’incrocio Azrieli, a Tel Aviv, in entrambe le direzioni. “Per troppi anni abbiamo dovuto subire in silenzio. Giorno dopo giorno, vivere è diventato difficile se non impossibile. La classe media si sta consumando” ha dichiarato l’organizzatore della protesta, David Mizrahi.

Oltre alle critiche relative all’aumento dei prezzi, i partecipanti alla manifestazione hanno anche richiesto al primo ministro del Paese, Benjamin Netanyahu, di rassegnare le dimissioni, chiamandolo “ministro del crimine”, in seguito a una serie di casi di corruzione in cui, secondo i giudici, potrebbe essere coinvolto.

Il Ministero delle Finanze israeliano, tuttavia, è già al lavoro per cercare di limitare l’aumento dei prezzi, dopo aver incontrato l’Israel Electric Corporation (IEC) e le due maggiori compagnie che si occupano di produzione alimentare, la Osem e la Strauss. La IEC ha dichiarato che ridimensionerà l’aumento dei prezzi, dopo che il Ministero ha accettato di congelare il prossimo aumento delle tasse sul carburante. Secondo il sito Ynet, i prezzi dell’elettricità aumenteranno del 5-6%, invece del pianificato 8%. Il Ministero ha altresì comunicato che la Osem e la Strauss hanno entrambi accettato di congelare l’aumento dei prezzi su molti dei loro prodotti, dopo la decisione del governo di non aumentare il prezzo sui prodotti caseari. Infine, domenica 23 dicembre il Ministero ha comunicato di aver stretto accordi con i maggiori panifici, che a loro volta non aumenteranno il prezzo del pane.

Le proteste dei Gilet Gialli erano cominciate in Francia il 17 novembre per manifestare contro l’aumento dei prezzi del carburante, ma col passare dei giorni si erano trasformate in rivolte contro gli standard di vita e contro l’indifferenza del presidente francese, Emmanuel Macron, nei confronti dei problemi dei cittadini ordinari. Nonostante Parigi abbia interrotto l’aumento dei prezzi, ma le proteste continuano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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