L’Arabia Saudita sta sviluppando nuovi organi di intelligence

Pubblicato il 22 dicembre 2018 alle 6:03 in Arabia Saudita Medio Oriente

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L’Arabia Saudita ha reso noto di essere intenzionata a creare nuovi organi governativi per aumentare la supervisione delle sue operazioni di intelligence. Tale decisione è stata presa a quasi tre mesi di distanza dallo scoppio del caso Khashoggi, che ha provocato un’ondata di critiche nei confronti del regime saudita.

Il Comitato per la ristrutturazione dell’intelligence saudita ha effettuato diverse riunioni per analizzare l’attuale situazione e identificare i gap nella struttura organizzativa, nelle politiche, nelle procedure, nella governane, nel quadro legale e nei meccanismi di riabilitazione. Complessivamente, il comitato ha approvato 4 raccomandazioni urgenti:

  1. La prima suggerisce l’elaborazione di una strategia generale e di un dipartimento di sviluppo per assicurare che le operazioni di intelligence siano in linea con la strategia presidenziale e nazionale di sicurezza;
  2. La seconda chiede di stabilire un Dipartimento Generale per gli Affari legali, per rivedere le operazioni di intelligence in accordo con il diritto internazionale e le carte die diritti umani;
  3.   La terza prevede la creazione di un dipartimento per la valutazione della prestazione pubblica e di controllo interno per valutare le operazioni e verificare la conformità con le procedure approvate;
  4. La quarta raccomandazione richiede l’attivazione del comitato di intelligence per cerare meccanismi relativi alle sue funzioni, che mirano ad effettuare previsioni preliminari e selezionare le competenze appropriate.

Il regno saudita, riferisce al-Arabiya English,  dichiara di stare continuando a sviluppare e governare le sue istituzioni, come parte della strategia volta a raggiungere le migliori pratiche internazionali.

Riad ha riferito che il giornalista saudita Jamal Khashoggi è stato ucciso all’interno del suo consolato di Istanbul il 2 ottobre in una “operazione canaglia” guidata dall’allora vice capo dell’intelligence Ahmad al-Assiri e dal consigliere della corte reale Saud al-Qahtani, che sono stati entrambi licenziati. Un report della CIA, invece, sostiene che il mandante dell’assassinio sia stato il principe ereditario Mohammed bin Salman.  

Inizialmente, l’Arabia Saudita aveva respinto le accuse di omicidio e il consolato a Istanbul aveva invitato i giornalisti di Reuters al proprio interno, per dimostrare la propria innocenza. Solo 17 giorni dopo la morte di Khashoggi, Riad ha ammesso che l’uomo era stato ucciso all’interno del consolato e che i 18 membri della squadra saudita, arrivati in Turchia a inizio ottobre e segnalati da Ankara, erano stati arrestati in Arabia Saudita.

L’intensa reazione a livello globale sul suo omicidio ha offuscato la reputazione internazionale del principe e ha lasciato il regno ricco di petrolio indebolito diplomaticamente, secondo quanto riferito dagli analisti.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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