Catalogna: Sánchez e Torra puntano sul dialogo

Pubblicato il 21 dicembre 2018 alle 14:26 in Europa Spagna

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Il governo spagnolo e la Generalitat catalana hanno manifestato ieri sera a Barcellona la loro disponibilità a scommettere su “un dialogo efficace” che dovrebbe essere condotto attraverso una “proposta politica che abbia ampio sostegno dalla società catalana”. L’esecutivo nazionale e quello autonomico hanno concordato una dichiarazione congiunta dopo l’incontro tra il presidente del governo centrale, Pedro Sánchez, e il presidente dalla Generalitat de Catalunya, Quim Torra, in cui promettono di “migliorare gli spazi per il dialogo che consentano di soddisfare i bisogni della società”. I due leader hanno deciso di riunirsi nuovamente il prossimo gennaio.

Nel comunicato congiunto Sánchez e Torra concordano sulla “esistenza di un conflitto sul futuro della Catalogna”, e sebbene confermino che “rimangono notevoli differenze rispetto all’origine, alla natura o ai mezzi di risoluzione” del conflitto, sottolineano che condividono “soprattutto l’impegno per un dialogo efficace”.

Il premier spagnolo, alla vigilia del Consiglio dei Ministri che si terrà oggi a Barcellona e che aveva suscitato forti critiche da parte dell’amministrazione catalana, ha deciso di riunirsi con Torra mentre alcuni ministri si riunivano con i responsabili catalani dell’area di competenza. Un “vertice di stato” secondo la definizione della Generalitat che chiedeva da tempo un vertice con un formato simile. 

In un successivo incontro con gli imprenditori catalani, Torra ha ringraziato Sánchez per aver potuto “parlare di tutto”.

Due eventi hanno facilitato l’incontro nel formato richiesto dall’esecutivo regionale catalano: la fine dello sciopero della fame di quattro dei leader del processo indipendentista in carcere, che ha abbassato la tensione sul tema dei politici detenuti, e la decisione dei due principali partiti indipendentisti, Sinistra Repubblicana di Catalogna e Partito Democratico Catalano, di sostenere alle Cortes di Madrid il percorso per la riduzione del deficit proposto dal governo Sánchez.

Durissime le opposizioni, che accusano il capo del governo di essersi “arreso ai golpisti” e di aver riservato a Torra un “trattamento da capo di stato”. Sia il Partito Popolare che i liberali di Ciudadanos sottolineano come nel comunicato congiunto non venga citata la Costituzione, e il leader popolare Pablo Casado definisce “umiliante” il comportamento di Sánchez e ha definito il vertice “l’ennesima contropartita per il voto di sfiducia (con cui Sánchez ha sostituito Rajoy alla guida del paese lo scorso giugno, n.d.a.)”.

Albert Rivera, leader di Ciudadanos, rimprovera a Sánchez di aver “vacillato dinanzi alle tesi separatiste” e di aver “accettato di parlare di ‘conflitto Catalogna-Spagna’ come se si trattasse di una guerra e di due stati, equiparando il governo nazionale a uno regionale e ignorando la Costituzione”.

Sono iniziate, intanto, in tutta la Catalogna, manifestazioni di protesta contro il Consiglio dei Ministri che Sánchez ha convocato per oggi a Barcellona. Manifestanti dei Comitati di Difesa della Repubblica (CDR) hanno bloccato l’autostrada che collega Barcellona alla Francia e quella che collega la Catalogna alla Comunità Valenciana in provincia di Tarragona. Blocchi presto sgomberati anche in alcune stazioni ferroviarie. 

La manifestazione principale, unitaria di tutte le associazioni indipendentiste, da Asamblea Nacional Catalana a Òmnium Cultural, dai CDR all’estrema sinistra indipendentista della Candidatura di Unità Popolare (CUP), è prevista per le 18 nel centro di Barcellona, ma sin dalle prime ore della mattina si sono tenute concentrazioni e manifestazioni, in particolare la “marcia sulla Rambla” dei Comitati di Difesa della Repubblica. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e dal catalano e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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