Yemen: parti coinvolote nel conflitto si accusano di aver violato il cessate il fuoco

Pubblicato il 20 dicembre 2018 alle 6:02 in Medio Oriente Yemen

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I ribelli sciiti Houthi e le forze del presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, si sono accusate a vicenda di aver violato il cessate il fuoco nella città portuale di Hodeida, a meno di 24 ore dalla sua entrata in vigore.

I residenti dell’area hanno riferito di aver udito scontri per quasi un’ora nella zona orientale e nella zona meridionale di Hodeida. Ad avviso degli Houthi, la coalizione saudita, che appoggia le forze yemenite, avrebbe colpito diversi siti, mentre l’Arabia saudita ritiene che i ribelli abbiano lanciato colpi di mortaio e razzi contro l’ospedale 22 Maggio, che si torva nella periferie ad Est della città. Nello specifico, la coalizione saudita ha indicato 21 violazioni del cessate il fuoco.

La città portuale di Hodeidah è sotto il controllo dei ribelli dal 2014 e, ad oggi, sta vivendo una situazione di guerra, con la coalizione saudita che continua ad effettuare bombardamenti aerei. Finora, i combattimenti hanno bloccato la rotta principale che collega Sana’a. Per tale ragione, le forze governative si sono installate in posizioni strategiche, tra cui l’area denominata “Kilo 16”, sulla costa occidentale del Paese.

Il 13 dicembre, le parti coinvolte nel conflitto, sotto la guida dell’Onu, hanno concordato un cessate il fuoco, che è entrato in vigore il 19 dicembre.

La guerra civile in Yemen, scoppiata il 22 marzo 2015, contrappone i ribelli sciiti Houthi da una parte, e le forze governative del presidente Hadi dall’altra. Quest’ultimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita, appoggiata, a sua volta, dagli USA, i quali inviano armi, carburante per gli aerei e riferiscono informazioni dell’intelligence. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

L’Arabia Saudita ritiene invece che l’Iran fornisca armi e missili balistici ai ribelli sciiti, con i quali questi cercano di colpire il suo territorio nazionale. Teheran, tuttavia, ha sempre respinto le accuse, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti sarebbero giunti in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen e che gli Houthi avrebbero sviluppato da soli le capacità per produrre armi difensive, tra le quali i missili.

Sia la coalizione araba, sia Teheran, mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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