Nicaragua: espulsa missione della Commissione Interamericana dei Diritti Umani

Pubblicato il 20 dicembre 2018 alle 15:21 in America centrale e Caraibi

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Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha ordinato mercoledì 19 dicembre l’espulsione dal Nicaragua della missione della Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani (CIDH) a Managua. La CIDH è un’agenzia dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA), che ha denunciato gravi violazioni da parte del governo sandinista contro coloro che dall’aprile scorso hanno manifestato contro le politiche del governo e chiesto le dimissioni del presidente. Il leader sandinista, al potere dal 2006 dopo aver già guidato il paese tra il 1979 e il 1990, ha inoltre decretato, sempre nella serata di mercoledì, l’espulsione del gruppo interdisciplinare di esperti indipendenti (GIEI), anche questo dall’Organizzazione degli Stati Americani,  che prevedeva di presentare giovedì 20 dicembre i risultati delle sue indagini sugli episodi di violenza che si susseguono nel paese centroamericano dal 18 aprile, quando hanno avuto inizio le proteste.

La Commissione ha documentato attentamente le  violazioni dei diritti umani in Nicaragua attraverso il cosiddetto Meccanismo Speciale di Controllo del Nicaragua (Meseni), costituito da una équipe di tecnici ed esperti che è arrivata a Managua in giugno e sarebbe dovuta rimanere nella capitale nicaraguense “finché la situazione lo richiede”, secondo quanto riferiva la stessa Commissione in un comunicato. Questa organizzazione ha presentato lo scorso agosto un rapporto dettagliato, in cui sono accuratamente documentate le violazioni dei diritti umani e in cui gli esperti hanno lanciato l’allarme di possibili esecuzioni extragiudiziali a seguito dell’uso di cecchini durante la repressione delle manifestazioni. Ortega aveva nell’occasione accusato la CIDH di avere manipolato le informazioni.

Il governo sandinista ha nuovamente sostenuto che la CIDH, il GIEI e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Oacnudh) sono una “piattaforma di diffusione di notizie e informazioni false per promuovere sanzioni contro il nostro paese nell’arena internazionale” – ha affermato il ministro degli Esteri nicaraguense Denis Moncada.

Moncada ha anche accusato il segretario generale della OEA, Luis Almagro, di partecipare “alla escalation criminale e interventista, promuovendo azioni terroristiche contro l’ordine politico, economico e militare che violano i diritti umani del popolo nicaraguense”. Gli interventi di Almagro “dimostrano che le azioni portate avanti dalla OEA e dalle agenzie delle Nazioni Unite rispondono alla strategia di soffocare il popolo del Nicaragua” – ha denunciato Moncada.

Nel rapporto redatto dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani che ha irritato il governo di Managua, l’agenzia ha detto di aver ascoltato “centinaia” di testimonianze e raccolto informazioni e prove documentali e audiovisive. Secondo queste testimonianze, la repressione “era responsabilità della polizia nazionale, delle sue forze antisommossa e dei gruppi di paramilitari, che avrebbero agito con il supporto degli agenti dello stato”. Da giugno, il Meseni ha continuato a raccogliere denunce dai cittadini nicaraguensi. Mercoledì 19 dicembre ha pubblicato un nuovo rapporto in cui ha lanciato l’allarme sul “peggioramento della repressione” e sulla chiusura degli spazi democratici in Nicaragua. 

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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