Netanyahu chiede all’Onu di condannare Hezbollah per i tunnel

Pubblicato il 20 dicembre 2018 alle 11:51 in Israele Libano

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Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha esortato il Consiglio di sicurezza dell’Onu a condannare Hezbollah per aver scavato tunnel presso il confine tra il Libano e Israele, ed ha altresì chiesto a Beirut di rafforzare la prevenzione di tali attività.

I commenti del premier sono stati rilasciati in vista di una riunione del Consiglio di sicurezza per affrontare la questione. Nello specifico, Netanyahu vorrebbe che l’Onu considerasse gli atti di Hezbollah aggressioni, e di designasse l’intera organizzazione un’entità terroristica. Inoltre, Israele vorrebbe che il Libano smettesse di far utilizzare i propri territori per far compiere atti ostili, supportando il diritto della autorità israeliane di difendersi.

Il 19 dicembre, l’esercito israeliano ha fatto accedere diversi giornalisti, a bordo di veicoli corazzati, sui siti del confine dove sono stati rinvenuti i tunnel, permettendo loro di filmare. Tale viaggio è avvenuto a distanza di due settimane dal lancio da parte delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di un’operazione militare, chiamata Operation Northern Shield, per distruggere i tunnel scavati da Hezbollah al confine con Israele per compiere attacchi.

Da lungo tempo, Israele sostiene l’organizzazione libanese, appoggiata dall’Iran, pianifichi di condurre raid oltre i confini del Libano, con l’obiettivo di prendere il controllo di centri urbani nel Nord del territorio israeliano. “Lo scopo di Hezbollah è quello di uccidere più persone possibili nei villaggi israeliano e nelle basi militari”, ha spiegato un ufficiale delle IDF. L’operazione inaugurata il 4 dicembre è iniziata nei pressi della comunità di Metula, una zona militare chiusa. Inoltre, ulteriori truppe sono state posizionate nel Nord di Israele come precauzione.

I tunnel mostrati ai giornalisti, secondo quanto riportato dai soldati israeliani, penetrano di 40 metri all’interno del territorio di Israele, senza tuttavia avere ancora un’uscita. “Staremo qui fino a quando non avremo finito. Hezbollah ha impiegato anni per scavare queste gallerie sotterrane, quindi la nostra operazione li farà arretrate”, ha spiegato un ufficiale militare ai giornalisti.

Nel frattempo, l’Onu ha riferito che, in base ad un’indagine compiuta, è emerso che ci sono 2 tunnel effettivamente scavati da Hezbollah che hanno oltrepassato il confine israeliano. Tali evidenze sono state definite una “seria violazione” di una risoluzione emessa in seguito al conflitto tra Hezbollah ed Israele del 2006. Quell’anno, le due parti hanno combattuto una guerra nei pressi dei confini tra Israele e Libano, in cui sono morti oltre 1.100 libanesi, la maggior parte dei quali civili, e 159 israeliani. Durante il conflitto, il gruppo sciita è stato in grado di tenere testa e di contrastare l’invasione israeliana nel Sud del Libano, e di colpire obiettivi militari israeliani, riducendo le capacità di attacco di Israele. Da allora, Hezbollah è divenuto uno dei principali sostenitori del regime siriano del presidente, Bashar al-Assad, facendo aumentare altresì le tensioni con Israele.

Hezbollah, in arabo “Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese nata nel 1982 che si è trasformata, nel tempo, in un partito politico locale. Secondo alcune fonti, i suoi militanti dovrebbero essere in possesso di un arsenale più grande di quello dell’esercito libanese. Alcuni Paesi considerano un gruppo terroristico soltanto l’ala militare di Hezbollah, facendo una distinzione con il partito politico. Tale distinzione è stata effettuata finora dalla Gran Bretagna che, dal 2008, ha bandito soltanto l’ala militare di Hezbollah. Gli Stati Uniti, al contrario, non effettuano una simile separazione. Da parte sua, l’Unione Europea ha bandito l’ala militare di Hezbollah nel 2012, in seguito ad un attacco contro i membri di un’organizzazione israeliana in Bulgaria, in cui morirono 5 israeliani e un bulgaro musulmano.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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