Il Guatemala dà 72 ore alla Commissione ONU per lasciare il paese

Pubblicato il 20 dicembre 2018 alle 6:02 in America centrale e Caraibi

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Il governo guatemalteco di Jimmy Morales ha compiuto martedì 18 dicembre un nuovo passo in avanti nel suo progetto di espellere la Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala (CICIG) dal paese, ed ha dato  72 ore a 11 funzionari dell’ente, sotto l’egida delle Nazioni Unite, per lasciare il paese centroamericano. Se non lo fanno, i funzionari, tutti coinvolti in casi che coinvolgono il presidente guatemalteco, la sua famiglia e la sua cerchia più intima di collaboratori, saranno sfrattati con la forza.

L’annuncio è stato fatto poco dopo mezzogiorno (ora locale), quando un gruppo di dipendenti dell’Ufficio Migrazioni è arrivato nella sede della CICIG per informare i funzionari che avrebbero dovuto lasciare il Guatemala. Poche ore prima, il Diario de Centroamérica, il bollettino dello stato guatemalteco, aveva pubblicato la decisione del governo di ritirare l’immunità diplomatica che copre tutti i funzionari internazionali della CICIG. In una dichiarazione, la Commissione ha affermato a metà mattina che la decisione non era stata notificata dai canali diplomatici corrispondenti. “Un avviso nella Gazzetta Ufficiale non corrisponde ai canali diplomatici di comunicazione previsti. Alla Commissione non è stata notificata la decisione attraverso la procedura prevista, quindi non può essere considerata una notifica diplomatica ” – si legge nella nota della CICIG.

L’organismo internazionale ricorda che le immunità per i funzionari derivano dal contratto di collaborazione con la CICIG, in cui si afferma che solo il Commissario Iván Velásquez, cui è impedito dal tornare nel paese, nonostante la decisione contraria da parte della Corte Costituzionale e che continua a presiedere l’organismo da El Salvador, “può ritirare l’immunità prevista per i funzionari internazionali “.

La decisione, manifestamente illegale, ha provocato sorpresa e rifiuto nel paese centroamericano. L’ex ministro degli Esteri, Edgar Gutiérrez, ha sottolineato che la decisione di Morales viola sia la legge internazionale sia la legge guatemalteca. “È un peccato – ha affermato in dichiarazioni  rilasciate al quotidiano spagnolo El País – ci stanno conducendo a una sorta di auto-ostracismo, per il bene della sopravvivenza di un’oligarchia obsoleta. Proiettiamo l’immagine di un paese retrogrado che sta per cadere in una repressione violenta come quella vissuta in Nicaragua o in Venezuela”. 

Su Twitter, il deputato statunitense Albio Sires, cubano-americano del New Jersey membro del Partito Democratico, ha avvertito che “se il presidente Morales crede di poter ingannare la comunità internazionale e impedire la giustizia, dovrebbe sapere che il mondo lo sta osservando”.

Prima di conoscere l’ultimatum, il presidente della CICIG, Iván Velásquez aveva rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato che la decisione del ministero degli esteri è arbitraria. “I percorsi adottati dal ministero degli esteri guatemalteco potrebbero essere un preludio per forzare le azioni contro i funzionari CICIG” – ha avvertito ed ha lanciato un appello in cui chiede alla comunità internazionale e ai cittadini guatemaltechi di fare pressione sul governo di Jimmy Morales per costringerlo a rispettare la Costituzione del paese e lo stato di diritto.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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