USA: possibili aiuti umanitari alla Corea Nord

Pubblicato il 19 dicembre 2018 alle 16:21 in Asia Corea del Nord

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Il Congresso americano cercherà di accelerare il piano di aiuti umanitari alla Corea del Nord, ha comunicato mercoledì 19 dicembre un inviato degli Stati Uniti, mentre Washington e Pyongyang vivono una situazione di stallo a livello diplomatico. Stephen Biegun, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per la Corea del Nord, ha comunicato la notizia al suo arrivo a Seul, dove ha in programma quattro giorni di riunioni con i funzionari sudcoreani.

Sebbene il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente americano, Donald Trump, durante lo storico summit tenutosi a Singapore il 12 giugno 2018 si sono accordati per collaborare alla denuclearizzazione della Corea del Nord e al ristabilimento della pace nella regione, pochi progressi sono stati fatti in tal senso. Gli aiuti umanitari sono quindi rimasti quasi fermi dall’inizio del 2018, nonostante gli avvertimenti di una potenziale crisi alimentare da parte delle agenzie di aiuto e il miglioramento dei rapporti tra i due Paesi. 

Le sanzioni internazionali imposte sulle armi nucleari e sui programmi missilistici della Corea del Nord non coprono tecnicamente le attività umanitarie e, durante l’estate, le Nazioni Unite hanno adottato una proposta degli Stati Uniti volta a semplificare l’approvazione delle spedizioni di aiuti. Ma interpretazioni severe delle restrizioni che limitano le transazioni bancarie e marittime con Pyongyang, così come un divieto di viaggio per i cittadini statunitensi, hanno effettivamente chiuso le operazioni della maggior parte dei gruppi di soccorso nel Paese asiatico, secondo l’opinione di funzionari delle agenzie statunitensi e di organizzazioni civili.

Biegun, a Seul, ha comunicato alla stampa che all’inizio del 2019 siederà con i gruppi d’aiuto americani per discutere delle modalità di garanzia dei sistemi di assistenza appropriati, specialmente per l’inverno prossimo. L’inviato ha poi aggiunto che gli Stati Uniti sarebbero disposti a collaborare con l’Onu nella revisione delle regole per l’esenzione per gli aiuti dai regimi sanzionatori. Biegun ha riconosciuto che il divieto di viaggio, che richiede agli operatori umanitari americani di ottenere un permesso speciale dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti prima di recarsi in Corea del Nord, “potrebbe aver influito sulla fornitura di assistenza umanitaria”. All’inizio del prossimo anno, i funzionari degli Stati Uniti esamineranno le modalità di concessione di tale autorizzazione per “gli scopi di facilitare la consegna degli aiuti”, ha comunicato il funzionario americano.

L’espulsione di un cittadino americano che era entrato illegalmente in Corea del Nord, avvenuta ad ottobre, è stata il fattore catalizzante per la revisione, secondo Biegun. Il Paese asiatico ha trattato il caso dell’uomo “in modo rapido e con grande discrezione”, dando ai funzionari americani “maggiore fiducia per la sicurezza e la sicurezza degli americani che viaggiano”.

La visita di Biegun a Seul segue mesi di rapporti diplomatici altalenanti tra Corea del Nord e Stati Uniti. I colloqui tra il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e l’alto funzionario nordcoreano Kim Yong Chol, che dovevano tenersi a novembre, sono stati rinviati da Kim Jong.-un a data da destinarsi. Tuttavia, Trump ha dichiarato che il secondo summit con il leader nordcoreano si terrà probabilmente tra gennaio e febbraio 2019, anche su Twitter, ad inizio dicembre, ha comunicato che “non c’è fretta”. I negoziati in fase di stallo hanno avuto un impatto anche sui legami inter-coreani, ritardando la visita di Kim Jong-un a Seul, che doveva tenersi questo dicembre.  

Cho Myoung-gyon, il ministro sudcoreano per l’Unificazione, che incontrerà Biegun venerdì 21 dicembre, ha dichiarato che i colloqui sul nucleare affronteranno un momento critico tra febbraio e marzo, aggiungendo che “il processo di denuclearizzazione non è ancora sulla buona strada”. Secondo il ministro, nel 2019 si vedrà se sarà possibile avvicinarsi agli obiettivi prefissati a Singapore.

I media statali nordcoreani hanno accreditato Trump per la sua “volontà” di continuare il dialogo, ma hanno anche criticato Washington per aver rafforzato le sanzioni, accusando il Dipartimento di Stato di essere “intenzionato a portare il rapporto tra i due Paesi al livello dello scorso anno, caratterizzato da scambi di fuoco. Il Dipartimento di Stato ha affermato che la comunicazione tra entrambe le parti è “in corso”, ma il regime sanzionatorio verrà totalmente abolito solamente al raggiungimento della “definitiva e completamente verificata denuclearizzazione”.

L’agenda del rappresentante Biegun a Seul comprende un meeting con Lee Do-hoon, in vista del gruppo di lavoro programmato per venerdì 21 dicembre con il fine di rafforzare il coordinamento con la politica nordcoreana. Le due Coree prevedono di organizzare una cerimonia di inaugurazione per il loro progetto di ricollegare i collegamenti ferroviari e stradali. Tale progetto richiederebbe esenzioni dalle sanzioni americane.

A partire dall’armistizio di Panmumjeon, firmato il 27 luglio 1953, alla fine della Guerra di Corea, il regime nordcoreano si è gradualmente isolato, soprattutto per via delle sue ambizioni militari e nucleari. Le tensioni con gli Stati Uniti in merito allo sviluppo del programma missilistico sono scoppiate nel 2003, quando Pyongyang abbandonò il Trattato di non-proliferazione nucleare (NPT), facendo altresì naufragare un accordo quadro con gli USA che prevedeva lo scambio tra forniture energetiche e la sospensione dell’armamento nordcoreano.

Quando Pyongyang, nel 2006, effettuò il primo test nucleare, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu adottò alcune risoluzioni all’unanimità, condannando le azioni nordcoreane e imponendo sanzioni, che sono state aumentate nel corso del tempo con la speranza di fermare le mire della Corea del Nord. Tra le misure restrittive si contano un bando sulle importazioni di armi e delle tecnologie che aiuterebbero il regime di Pyongyang a raggiungere il proprio obiettivo nucleare. La relazione tra le due Coree è peggiorata nei mesi estivi del 2017, per via della escalation di dimostrazioni di forza tra la Corea del Nord da una parte, e gli Stati Uniti e la Corea del Sud dall’altra. La tensione si è stemperata agli inizi del 2018, quando il 9 gennaio le delegazioni dei due Stati si sono incontrate nella zona demilitarizzata che funge da confine per discutere della partecipazione della Corea del Nord alle Olimpiadi invernali.

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di Redazione

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