Turchia: tra flussi migratori e rifugiati siriani

Pubblicato il 19 dicembre 2018 alle 6:01 in Immigrazione Turchia

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Nell’ultima settimana, le autorità turche hanno fermato 3.821 persone che tentavano di attraversare le frontiere con l’Unione Europea, o di entrare nel paese senza documenti. Di questi, 547 sono stati intercettati in mare. Tali dati sono stati resi noti dal Ministero dell’Interno turco, secondo cui, nello stesso periodo, 226 sospettatati di traffico di esseri umani sono stati arrestati.

La rotta migratoria dalla Turchia all’Europa ha registrato una forte crescita dall’inizio del 2018. A fine luglio, Ansamed aveva riferito che, da gennaio a luglio 2018, la Guardia Costiera turca aveva fermato 14.470 persone che tentavano di raggiungere le rive europee, senza documenti regolari. Si è trattato di un aumento del 60% rispetto ai 9.152 migranti che nello stesso periodo del 2017 hanno cercato di andare in Europa. La maggior parte degli stranieri, pari a 13.336, è stata sorpresa nel mar Egeo, in procinto di sbarcare sulle isole greche, mentre i restanti sono stati individuati nel mar Nero e nel Mediterraneo. Il mese che ha registrato il numero più alto di tentativi in quel periodo è stato maggio, con più di 3.000 fermati.

La chiusura della rotta balcanica, avvenuta con la firma di un accordo tra l’Unione Europea e la Turchia, il 18 marzo 2016, avrebbe dovuto arrestare il traffico di esseri umani e l’immigrazione illegale. Da allora, i migranti che arrivano sulle isole greche possono raggiungere il territorio della Grecia continentale soltanto dopo l’esame delle loro richieste asilo. Date i lunghi periodi di attesa, i campi di rifugiati delle isole sono sovraffollati a mal gestiti.

Secondo Frontex, il mese di novembre ha registrato una diminuzione del 42%, rispetto al 2017, nel numero di traversate irregolari lungo la rotta del Mediterraneo orientale. Tuttavia, nei primi 11 mesi del 2018, il numero dei tentativi di traversata, invece, è aumentato del 30%, raggiungendo i 50.900, soprattutto per un aumento delle entrate irregolari presso i confini terrestri, secondo quanto riportato da Frontex. Le principali nazionalità di migranti che hanno attraversato tale area sono state siriana, afghana e irachena.

Oltre alla gestione dei flussi migratori, la Turchia si trova ad affrontare la questione dei rifugiati siriani. Secondo stime ufficiali del governo turco, dallo scoppio della guerra civile in Siria nel marzo 2015, Ankara ha speso 35 miliardi di dollari per l’accoglienza dei rifugiati che, ad oggi, secondo le stime ufficiali del Ministero dell’Interno, ammontano 3.611.834, più che in ogni altro Paese al mondo. Il 47,5% di questi sono ha tra 0 e 18 anni. L’amministrazione per l’immigrazione rende noto che il numero di rifugiati registrati nei campi, invece, si aggira intorno ai 144.036.

Il costo annuale dell’accoglienza dei rifugiati, per la Turchia, è di circa 3.000 euro per ogni rifugiato, ha riferito il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, il quale ha precisato che la Turchia fornisce libera educazione e servizi sanitari ai siriani che si trovano nel proprio territorio nazionale, riuscendo a coprire 650.000 del circa milione di bambini presenti.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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