Marocco conclude accordo biennale con FMI del valore di 2,97 miliardi di dollari

Pubblicato il 19 dicembre 2018 alle 7:21 in Africa Marocco

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Il Consiglio di amministrazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha approvato un accordo della durata di 2 anni con il Marocco, in base alla Linea Precauzionale e Liquidità (PPL), per una cifra pari a 2,97 miliardi di dollari. Secondo quanto riferito dal comunicato ufficiale del FMI, si tratta del quarto accordo di PPL siglato dal 2012. Tale patto, nello specifico, fornirà un’assicurazione contro i rischi esterni e sosterrà le politiche delle autorità marocchine per ridurre le vulnerabilità fiscali ed esterne e, infine, promuoverà una crescita più ampia e inclusiva.

Il vice amministratore delegato del Fondo, Mitsuhiro Furusawa, il Marocco ha compiuto un grande progresso nel ridurre la propria vulnerabilità interna negli ultimi anni. “La crescita si è dimostrata robusta nel 2018 e dovrebbe accelerare gradualmente nel medio periodo, portando in ciò che noi prevediamo essere un miglioramento delle condizioni esterne per l’implementazione delle riforme”, ha spiegato Furusawa.

Introdotto nel 2011, il PPL risponde alle necessità di liquidità dei paesi membri che presentano record positivi nell’attuazione di politiche economiche ma che, sotto certi aspetti, rimangono comunque vulnerabili. Il PPL basa la sua funzione sulla Linea di credito precauzionale, volta a rispondere alle esigenze dei Paesi che presentano vulnerabilità che impediscono il loro ricorso alle Linee di Credito Flessibile (FCL). Le FCL, invece, sono strutturate per prevenire e mitigare crisi, prestando denaro a Stati che hanno un quadro di politiche economiche molto forte e segnano record di performance.

Finora, soltanto due Paesi, quali la ex Repubblica Iugoslava di Macedonia e il Marocco, hanno utilizzato il PPL. Il primo accordo del genere concluso da Rabat ammontava all’agosto 2012, per una cifra di 6,21 miliardi di dollari; il secondo, risalente al luglio 2014 era pari a 5 miliardi di dollari, mentre il terzo, del luglio 2016, è stato apri a 3,42 miliardi di dollari.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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