Giappone: nuovo piano decennale di difesa

Pubblicato il 19 dicembre 2018 alle 13:23 in Asia Giappone

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Il Ministero della Difesa giapponese ha dichiarato, martedì 18 dicembre, che il Paese è pronto a mettere in mare le sue prime portaerei per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale.

I documenti del Ministero presentati al Parlamento descrivono il programma di difesa per i prossimi 10 anni della potenza asiatica. L’annuncio alla stampa è stato fatto dal segretario di Gabinetto, Yoshihide Suga, il quale ha dichiarato che, a causa del drastico cambiamento in termini di sicurezza nella regione asiatica, “il governo adotterà tutte le misure possibili per proteggere la vita e il patrimonio del popolo giapponese”. Suga ha poi aggiunto che la revisione della nuova linea guida della difesa nipponica è estremamente significativa e che servirà da “pietra angolare del futuro” del Giappone.

Le nuove linee guida elencano Cina, Corea del Nord e Russia, oltre che Stati Uniti e NATO, come entità con enormi capacità militari con le quali il Giappone deve preoccuparsi.

Tokyo ha dunque deciso di acquistare 42 F-35B americani, progettati per decolli rapidi e atterraggi verticali. Questi velivoli saranno disponibili per il dispiegamento a bordi di due portaerei, la JS Izumo e la JS Kaga, che, con una lunghezza di oltre 800 piedi e con una forza tale da poter spostare 27.000 tonnellate, sono le più grandi navi della flotta giapponese. Le due navi, nei loro primi tre anni di servizio, hanno trasportato elicotteri progettati per la guerra antisottomarino. Queste, secondo i documenti del Ministero, avranno bisogno di avere i ponti rinforzati per ospitare gli aerei di produzione americana, perché maggiori in calore e forza di propulsori ma anche più pesanti.  Il Giappone aumenterà anche il suo ordine di jet F-35 a 105 elementi, che decollano e atterrano su piste convenzionali. In precedenza, tra quelli in servizio e quelli di ordini precedenti, il totale era di 42. Questi aerei sostituiranno i F-15J della Forza di Autodifesa della Japan Air.

Gli acquisti saranno distribuiti su 10 anni. Nei primi 5, verranno acquisiti 27 degli F-35A e 18 degli F-35B e riammodernate le due navi portaerei. La spesa totale per la prima metà del programma è fissata a 282,4 miliardi di dollari e includerà la creazione dell’Unità di difesa cibernetica e quella di trasporto navale.

L’ex direttore delle operazioni nel Joint Intelligence Center nel Pacifico, Carl Schuster, ha dichiarato alla CNN che le nuove portaerei daranno a Tokyo la possibilità di montare le difese del territorio più lontano dalle sue isole principali.

Il nuovo piano decennale segue un documento del Ministero della Difesa nipponico, pubblicato ad agosto di quest’anno, che ha messo in luce le preoccupazioni sulla potenza militare cinese. Tale documento riporta che “il rapido ammodernamento della Cina e dell’Esercito popolare di liberazione, il potenziamento delle capacità operative e l’escalation unilaterale delle attività nelle aree vicine al Giappone stanno generando forti preoccupazioni per la sicurezza nella regione e nella comunità internazionale”.

Secondo Corey Wallace, analista per la sicurezza in Asia della Freie University di Berlino, il nuovo progetto di Difesa, oltre a costringere Pechino a prestare attenzione alla potenzialità dei nuovi mezzi giapponesi, “complica la proiezione del potere militare cinese nel dominio marittimo sud-occidentale intorno alle isole giapponesi Ryukyu”.

Non a caso, quando a inizio dicembre sono emerse voci sul piano giapponese, la Cina ha esortato Tokyo alla prudenza. Un articolo sul quotidiano Global Times, di proprietà statale, ha commentato che il raddobbo delle navi della classe Izumo e l’acquisto degli F-35B cambia in modo sostanziale la natura delle navi da guerra da difensiva a offensiva, intimando il Giappone di non dimenticarsi della sua “infame storia di Paese invasore nella regione del Pacifico durante la Seconda guerra mondiale”.

Il Giappone, alla vigilia del secondo conflitto mondiale, ha costruito una delle più grandi e migliori flotte di portaerei al mondo, responsabile dell’attacco a Pearl Harbor. La flotta, decimata durante la guerra, è stata vittima della rigida Costituzione postbellica che ha imposto limiti severi alla ricostruzione delle forze armate nipponiche, limitandole alla sola funzione difensiva. Infatti, nell’annunciare il piano di spesa, il Giappone ha rimarcato che i nuovi acquisti, necessari dato il mutamento della situazione regionale, riguardano solamente il settore difensivo.

La scelta di ampliare la flotta di F-35 avvicina maggiormente la Forza giapponese con la Difesa statunitense e i suoi alleati in tutta l’Asia, secondo quanto riporta Reuters. Oltre agli Stati Uniti, anche Corea del Sud e Australia fanno parte del programma F-35. Tali aerei sono dotati di un software che in teoria consente loro di comunicare in tempo reale quando impegnati in azioni militari. L’analista Wallace ha dichiarato che potrebbe essere concepibile, in futuro, l’utilizzo di aerei americani sui mezzi giapponesi e viceversa.

L’acquisto dei velivoli statunitensi, secondo la CNN, sicuramente mostra l’inclinazione del Giappone a rapporti amichevoli con il capo della Casa Bianca, Donald Trump. Il presidente americano ha pubblicizzato le vendite dell’F-35 come una vittoria della sua amministrazione ed ha elogiato i governi che li hanno acquistati. 

Il principale punto di assemblamento dell’F-35 è Fort Worth, in Texas, ma i jet sono anche messi insieme a Nagoya, in Giappone, e in Italia. Tuttavia, i funzionari del governo giapponese hanno detto che tutti gli aerei del nuovo ordine saranno importati.

Il Giappone spende ormai circa l’1,1% del suo PIL per le sue forze di autodifesa, che date le dimensioni della sua economia lo rendono uno dei più grandi imprenditori militari del mondo. Quest’ultimo piano di appalti militari delinea le priorità della difesa del Giappone. Il primo ministro, Shinzo Abe, ha rafforzato l’esercito giapponese per rispondere a qualsiasi attacco missilistico della Corea del Nord e contrastare la crescente potenza della Cina in termini di aria e mare nelle acque intorno al Giappone. Secondo Itsunori Onodera, ministro della Difesa giapponese, il ritmo della attività cinesi nelle acque che circondano il Giappone è aumentato, aggiungendo che la Cina sta elaborando la capacità di operare in acque sempre più distanti dalle sue coste.

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di Redazione

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