Parla il commissario ONU: “Non avrei mai pensato che in Guatemala ci fosse tanta corruzione”

Pubblicato il 18 dicembre 2018 alle 6:02 in America centrale e Caraibi

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Il procuratore colombiano Iván Velásquez, che guida la commissione ONU che combatte la corruzione in Guatemala (CICIG), ha concesso al quotidiano spagnolo El País una delle poche interviste da quando è stato espulso dal paese centroamericano. Riconosce che si trova di fronte a una rete corrotta formata da ex militari, politici e uomini d’affari e che è stato ingenuo non misurare la forza e le dimensioni di tale rete. Velásquez continua a guidare la commissione dalla capitale salvadoregna San Salvador e aggiunge che proverà a rientrare in Guatemala a gennaio.

“Non avrei mai pensato che la corruzione in Guatemala fosse tanto estesa – afferma Velásquez – pensavo che la corruzione fosse focalizzata e che si trattasse solo di “mele marce”, ma non ho mai pensato che fosse di queste proporzioni o del livello di empowerment dell’apparato statale”.

La presenza della Commissione Internazionale nel paese mesoamericano è a rischio, in particolare da quando il presidente Jimmy Morales ha espulso Velásquez come persona non grata, ma il procuratore sottolinea che anche senza la CICIG non è detto che i corrotti vincano, “dipende dalla società guatemalteca, se decidono di continuare ad avanzare o accettano la regressione”.

Velásquez è stato espulso per aver messo sotto inchiesta il figlio e il fratello del presidente Morales. “Il crimine del figlio del presidente è apparso in modo non intenzionale, e poi, cosa dovremmo fare, guardare dall’altra parte, o non agire contro le televisioni che hanno finanziato illegalmente le parti perché andremmo contro i potenti media? – si chiede e prosegue – Mostrare pubblicamente i casi su cui indaghiamo è un modo per dimostrare che le istituzioni funzionano, costruire una cultura della legalità implica una cultura delle conseguenze, che raggiunge anche uomini potenti”. 

Problema fondamentale del Guatemala, secondo il superprocuratore, è la lentezza della giustizia. “Il Guatemala ha sei giudici per ogni 100.000 abitanti, la metà della media dell’America Latina, perché pensavano che servissero solo per andare dietro a ladri di borse e cellulari. Abbiamo dimostrato che la lotta contro la corruzione e l’impunità è possibile e ci sono le prove, ma nello stato attuale del paese e del sistema giudiziario, è impossibile vincere questa guerra contro l’impunità”.

Secondo Iván Velásquez, infine, c’è un’evidente relazione tra corruzione e povertà e non è stato sorpreso dalle carovane di migranti, grandi protagoniste dell’attualità centroamericana. “La lotta alla corruzione è una lotta per la vita dignitosa delle persone anche nel materiale. Ci sono comuni in cui hanno rubato fino a tre milioni di dollari in un paese dove il 46% dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione cronica. O settori quali Alta Verapaz, con comuni dove la malnutrizione raggiunge l’85%. Lo Stato non può essere il bottino di pochi e definirsi democrazia”.

Fondata nel 2006, la CICIG era la risposta che le Nazioni Unite hanno trovato quando il Guatemala, 18 milioni di abitanti e tra i venti paesi più corrotti del pianta, ha chiesto aiuto dinanzi alla prospettiva di diventare uno Stato fallito, controllato da una manciata di uomini d’affari, militari e politici corrotti. La risposta è stata la creazione di quella che nel paese chiamano superfiscalía (superprocura) composta dai migliori ricercatori, finanziato dalla cooperazione internazionale e quasi totalmente schermata da contatti esterni, lontana dalle tentazioni di corruzione. Fin dalla sua nascita, è stato guidato dai pubblici ministeri Carlos Castresana, spagnolo, e Iván Velásquez, colombiano. Nel corso degli ultimi cinque anni di lavoro la CICIG ha perseguito 60 gruppi criminali, molti con legami con il governo, e 680 persone. Nel 2015 il colpo più eclatante: la messa sotto inchiesta dell’allora presidente Otto Pérez Molina e il suo arresto poche ore dopo le dimissioni. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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