Governo del Sud Sudan protesta contro nuove sanzioni USA

Pubblicato il 18 dicembre 2018 alle 16:33 in Sud Sudan USA e Canada

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Il governo del Sud Sudan si è opposto alla decisione degli Stati Uniti di imporre nuove sanzioni e di sospendere gli aiuti finanziari al paese africano.

Nel corso di una conferenza stampa, lunedì 17 dicembre, il portavoce del Ministero degli esteri sud sudanese, Mawien Makol, ha messo in guardia di fronte alle “azioni ingiustificabili” degli USA, le quali potrebbero mettere a rischio l’attuazione dell’accordo di pace, raggiunto lo scorso 12 settembre tra il governo di Juba ed i ribelli.

Il 14 dicembre, il Tesoro americano ha imposto nuove sanzioni contro alcuni ex militari siareliani e 2 cittadini sud sudanese, quali Obaw William Olawo e Gregory Vasili, accusati di fomentare il conflitto nel Paese africano. Gli ufficiali statunitensi hanno, inoltre, confermato la posizione espressa in precedenza dal consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, il quale non permetterà che gli aiuti al Sud Sudan vengano rinnovati da parte di Washington.

Makol ha definito tali decisioni non giustificabili e ha affermato che gli Stati Uniti, alla luce del recente patto di pace con i ribelli, dovrebbero fornire il loro supporto per il mantenimento della stabilità. “Il governo di Juba si è sforzato a promuovere il dislogo con ilo governo americano e accoglie positivamente qualsiasi proposta per migliorare le relazioni bilaterali, motivo per cui chiede all’amministrazione Trump di porsi con un atteggiamento migliore verso il Sud Sudan” ha concluso il portavoce.

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, in quanto ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan il 9 luglio 2011. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Nel dicembre 2013, alcuni militari di etnia dinka, fedeli al presidente Salva Kiir, in carica dal 9 luglio 2011, hanno cominciato a scontrarsi con quelli di etnia nuer, guidati dal leader Riek Machar e accusati di preparare un colpo di Stato. I disaccordi tra i due erano iniziati già durante la guerra per l’indipendenza dal Sudan per il controllo del governo e del loro partito, il Movimento per la liberazione del popolo sudanese (SPLM). Dopo anni di tentati accordi di pace, il 12 settembre, Kiir e Machar hanno concluso un patto ad Addis Abeba, concordando di voler terminare la guerra civile.

Lo stesso giorno in cui il Tesoro ha imposto le nuove sanzioni, Bolton ha annunciato la nuova strategia americana in Africa, la quale e mira a contrastare l’influenza della Cina sul continente e a spingere i Paesi africani a raggiungere risultati grazie agli aiuti ricevuti dagli USA.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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