21 dicembre: Barcellona si prepara ad un giorno di tensione

Pubblicato il 18 dicembre 2018 alle 14:19 in Europa Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

È iniziata una settimana chiave per la politica spagnola e per la questione catalana, che terminerà con il Consiglio dei Ministri che il premier spagnolo Pedro Sánchez ha convocato per venerdì prossimo, 21 dicembre, a Barcellona. Le  organizzazioni indipendentiste e i Comitati di Difesa della Repubblica (CDR) hanno annunciato manifestazioni di protesta contro la presenza del governo Sánchez nel capoluogo catalano e lanciano un appello al boicottaggio del consiglio dei ministri.

Il Parlamento di Barcellona è convocato sin da lunedì 17 dicembre e la sessione straordinaria continuerà fino a mercoledì 19, mentre oggi il Tribunale Supremo analizza in via preliminare i ricorsi sulle proprie competenze per giudicare i politici catalani incarcerati per sedizione, malversazione, ribellione e disobbedienza. 

Il responsabile catalano degli Affari Interni,  Miquel Buch, ha incontrato lunedì a Waterloo, in Belgio, l’ex presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, secondo quanto hanno riferito fonti della Generalitat de Catalunya al quotidiano barcellonese El Periódico. Nell’incontro si sarebbe discusso della posizione che le autorità catalane devono adottare in vista della celebrazione del Consiglio dei ministri a Barcellona.

I politici detenuti, da giorni in sciopero della fame, hanno inviato lettere di protesta a quaranta tra i principali leader dell’Unione europea per denunciare “l’embargo” cui sono sottoposti dalla Corte Suprema spagnola, come ha annunciato lunedì 17 dicembre la loro portavoce, Pilar Calvo. Le lettere sono indirizzate ai Capi di stato e di governo di 27 paesi UE, a diversi presidenti di parlamenti, al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e al presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

 Le organizzazioni indipendentiste insistono sulla necessità di creare un “clima di anormalità” venerdì 21 dicembre, poiché la riunione del Consiglio dei Ministri a Barcellona “è anormale”. Il CdM a Barcellona, invece, secondo la portavoce socialista Esther Peña, serve a ripristinare il clima di fiducia tra istituzioni.

Le principali organizzazioni indipendentiste, l’Asamblea Nacional Catalana, Òmnium Cultural, i Comitati di Difesa della Repubblica, Endavant, la Candidatura di Unità Popolare (CUP) e la sua organizzazione giovanile Arran, hanno coordinato l’organizzazione delle manifestazioni indipendentiste contro il Consiglio dei Ministri di Barcellona. Una manifestazione unitaria, di tutte le forze indipendentiste, si terrà nel pomeriggio di venerdì, alle 18:00, e si svolgerà tra i Jardinets de Gràcia e Plaça de Catalunya, il centro di Barcellona. Tutte le parti in causa considerano il 21 dicembre come preludio di un coordinamento che vorrebbero mantenere in vita fino alla fine dei processi contro i politici catalani arrestati per l’organizzazione del referendum illegale del 1 ottobre 2017 e per la successiva proclamazione unilaterale d’indipendenza. La stessa intenzione che i membri della CUP hanno ufficializzato in una cerimonia lo scorso martedì: una  “mobilitazione permanente”  fino a quando gli imputati indipendentisti non verranno assolti.

Per tutta risposta il leader del Partito Popolare, principale forza del parlamento spagnolo ora all’opposizione, Pablo Casado, ha chiesto la messa fuori legge delle organizzazioni indipendentiste, in particolare dei CDR e di Arran, che i partiti politici i cui rappresentanti sono perseguiti per sedizione e ribellione ricevano finanziamenti pubblici dallo stato spagnolo e che il governo mobiliti la polizia catalana, i Mossos d’Esquadra. Una posizione che il leader dei socialisti catalani Miquel Iceta ha definito “un disco rotto”. Iceta ha inoltre ribadito la posizione del governo, e cioè che non vi sono, al momento, i presupposti per ricorrere nuovamente alla sospensione dell’autonomia catalana, via articolo 155 della Costituzione, come invece richiesto non solo dai popolari, ma anche dai liberali di Ciudadanos, prima forza del parlamento catalano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.