Somalia: 62 militanti di al-Shabaab morti in raid americano

Pubblicato il 17 dicembre 2018 alle 11:26 in Somalia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il commando americano in Africa (AFRICOM) ha reso noto di aver ucciso 62 militanti di al-Shabaab, lunedì 17 dicembre, nel corso di alcuni raid avvenuti nei giorni passati nella provincia meridionale di Banaadir, in Somalia, vicino a Gandarsh.

Secondo il comunicato ufficiale dell’AFRICOM, sono stati condotti complessivamente 4 bombardamenti nella giornata del 15 dicembre, in cui sono morti 34 terroristi, mentre 2 il 16 dicembre, in cui hanno perso la vita altri 28 militanti. I militari americani hanno specificato che l’obiettivo di tali azioni è quello di impedire ai terroristi di utilizzare le aree remote del Paese per cospirare, effettuare attacchi e reclutare altre persone.

Tali raid, che sono stati tra i più mortali dell’ano, non hanno causato la morte collaterale di civili.

Gli Stati Uniti portano avanti periodici raid aerei in Somalia a sostegno del governo locale. Dopo l’insediamento del presidente americano, Donald Trump, alla Casa Bianca, si è registrato un netto potenziamento di tali offensive. Trump ha iniziato il mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, giurando di voler eliminare la minaccia jihadista da diversi Paesi, tra cui la Somalia. Ne è conseguito che, tra il gennaio e il novembre 2017, gli USA hanno compiuto 30 bombardamenti aerei nel Paese africano contro i militanti di al-Shabaab, di cui 14 soltanto nel mese di agosto, segnando una forte crescita rispetto al numero delle operazioni svolte negli anni precedenti, in linea con la volontà del presidente americano di voler eliminare definitivamente la minaccia terroristica. Tra il 3 e il 4 novembre 2017, sono stati altresì compiuti i primi raid aerei americani contro lo Stato Islamico nel Paese africano.

Secondo il Global Terrorism Index 2018, la Somalia, insieme alla Nigeria, è il Paese africnao più colpito dal terrorismo. Il rapporto la definisce uno Stato che, nell’ultimo anno, ha subito un impatto “molto duro” del terrorismo, seguita da Egitto, Repubblica democratica del Congo, Libia, Sud Suda, Repubblica Centrafricana, Camerun, Sudan e Kenya.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia.

Nonostante l’aumento dei raid aerei da parte delle forze americane, al-Shabaab è riuscito a mantenere il controllo della Valle di Jubba e a riconquistare di alcune aree nel Sud del Paese. Nel Nord della Somalia, invece, i militanti dello Stato Islamico hanno stabilito una base operativa nella zona di Puntland, da cui hanno lanciato un attacco contro le forze di sicurezza somale nel mese di maggio 2017, uccidendone 5 e ferendone molte altre.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.