Cambiamento climatico: 200 Paesi approvano regole per attuare accordo di Parigi

Pubblicato il 17 dicembre 2018 alle 6:01 in Europa Polonia

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Circa 200 Paesi hanno superato le loro divisioni politiche e sabato 15 dicembre hanno approvato una serie di regole per attuare l’accordo sul cambiamento climatico di Parigi. Tuttavia, alcuni critici ritengono che tale patto non sia abbastanza ambizioso per prevenire i pericolosi effetti del riscaldamento globale.

Dopo due settimane di trattative nella città polacca di Katowice, i delegati hanno raggiunto il consenso su un quadro più dettagliato per l’accordo di Parigi del 2015, che ha l’obiettivo di limitare l’aumento delle temperature medie mondiali di meno di 2 gradi Celsius. “Non è facile trovare un accordo su un argomento così tecnico e specifico. Con l’approvazione di questo pacchetto, avete fatto migliaia di piccoli passi avanti insieme. Dovete esserne orgogliosi” ha affermato il presidente delle trattative, il polacco Michal Kurtyka.

Prima dell’inizio delle trattative, molti ritenevano che il patto non sarebbe stato abbastanza solido. L’unità che aveva caratterizzato la firma dell’accordo di Parigi non esiste più, in quanto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha intenzione di ritirare il suo Paese dal patto.

Nonostante ciò, a Katowice i ministri sono stati in grado di superare una serie di differenze e a produrre un regolamento di 156 pagine diviso per temi. Ad esempio, vi sono state inserite le modalità di resoconto e di monitoraggio, da parte dei vari Paesi, delle loro promesse di limitare le emissioni di gas serra e di migliorarne i piani relativi. “Nonostante alcuni elementi del regolamento debbano ancora essere approfonditi, esso è fondamentale per rinforzare l’accordo di Parigi. Inoltre, potrebbe incoraggiare gli Stati Uniti a rientrare in tale patto, magari durante le future amministrazioni” ha dichiarato Alden Meyer, dell’Union of Concerned Scientists.

Tuttavia, alcuni Paesi e gruppi ecologisti hanno criticato gli esiti delle trattative, poiché non hanno aumentato gli obiettivi relativi al taglio delle emissioni in modo sufficiente per limitare l’aumento delle temperature. Le nazioni più povere e vulnerabili al cambiamento climatico, inoltre, avrebbero voluto più chiarezza su come il finanziamento di 100 miliardi di dollari previsti entro il 2020 verrà suddiviso e quali sforzi sono stati fatti per aumentare ulteriormente tale cifra dopo quella data. Inoltre, gli Stati e le isole con costiere a bassa quota che rischiano di sparire per l’innalzamento del livello del mare hanno dichiarato che l’accordo firmato a Katowice non è abbastanza forte, ma hanno dovuto accettarlo in cambio di altri compromessi.

Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha sottolineato la necessità di lavorare in modo più approfondito sulla questione. “L’ambizione dovrà guidare tutti gli Stati membri nella preparazione dei loro piani di taglio alle emissioni per il 2020, così da invertire l’attuale tendenza che dimostra che il cambiamento climatico lavora più velocemente di noi” ha aggiunto Guterres. Infatti, un resoconto commissionato dell’ONU ad ottobre aveva avvertito che se la temperatura terrestre aumenterà di 1,5° Celsius, ci sarà bisogno di “cambiamenti mai visti” in ogni aspetto della società, compreso iniziare a non utilizzare i combustibili fossili. Allarmati dai tentativi di includere questo report nel testo finale dell’incontro di Katowice, le nazioni che esportano petrolio, quali Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita e Kuwait hanno bloccato il sostegno a tale documento delle Nazioni Unite durante le trattative. Ciò ha causato le critiche delle piccole nazioni insulari e dei gruppi per l’ambiente.

Secondo l’Organizzazione Metereologica Mondiale delle Nazioni Unite, in questo secolo la temperatura della Terra aumenterà di circa 3,5° Celsius.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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