Ucraina: scelto il nuovo capo della chiesa ortodossa nazionale

Pubblicato il 16 dicembre 2018 alle 11:25 in Russia Ucraina

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L’Ucraina ha scelto il capo della nuova Chiesa ortodossa nazionale, sabato 15 dicembre, ufficializzando la divisione con la Russia, considerata vitale per la sicurezza e l’indipendenza del Paese.

Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha dichiarato che il 39enne Metropolitan Epifaniy, del Patriarcato di Kiev, è stato scelto come capo della Chiesa da un comitato presso la Cattedrale di Santa Sofia di Kiev. “Questo giorno verrà ricordato nella storia come un giorno sacro. Il giorno della finale indipendenza dalla Russia” ha spiegato il leader a migliaia di sostenitori. “Come ha detto Taras Shevchenko, l’Ucraina non berrà più ‘il veleno di Mosca dal suo stesso bicchiere’” ha aggiunto, citando un famoso poeta nazionale. Secondo Reuters, la nuova chiesa potrebbe sostenere Poroshenko, che ha fatto molta pressione per la sua creazione e dovrà affrontare la campagna elettorale a marzo.

Da parte sua, la Russia si è fortemente opposta a questa divisione religiosa, paragonandola al Grande Scisma del 1054 che divise la cristianità occidentale e orientale. Il patriarca ortodosso russo, Cirillo I, questa settimana ha espresso la sua opposizione contro tale processo e ha invitato le Nazioni Unite, i leader di Germania e Francia, il Papa ed altri capi spirituali a proteggere i credenti ucraini di fronte alle pressioni effettuate sui chierici designati da Mosca. Sabato 15 dicembre, la chiesa russa ha definito il comitato “un fallimento”, in quanto solamente 2 dei membri sostenuti da Mosca in Ucraina hanno partecipato all’incontro per l’elezione del nuovo capo religioso.

La Chiesa ortodossa ucraina è stata sottoposta a Mosca per centinaia di anni, e i leader ucraini ne considerano l’indipendenza un vitale passo avanti per eliminare l’ingerenza russa. Secondo Kiev, le chiese supportate dal governo russo presenti sul proprio territorio sono un mezzo del Cremlino per diffondere propaganda e sostenere i combattenti nella regione orientale del Donbass, in un conflitto che finora ha ucciso più di 10.000 persone. Le chiese hanno fortemente respinto tali accuse.

Il percorso verso l’autocefalia della Chiesa ortodossa ucraina ha avuto inizio l’11 ottobre quando, al termine di un sinodo di tre giorni, il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I ha appoggiato la richiesta dell’Ucraina di stabilire una chiesa autocefala. In quell’occasione, sono state adottate diverse decisioni per aprire a Kiev la strada verso l’autocefalia. Tra queste, vi è la riabilitazione del Patriarca ucraino Filarete, che era stato scomunicato dalla Chiesa Ortodossa russa nel 1997, quando era alla guida del Patriarcato di Kiev. L’uomo sosteneva una Chiesa ucraina indipendente ed un’integrazione più stretta con l’Occidente. Ad oggi, Filarete, apertamente critico nei confronti dell’attuale leadership russa, spera di guidare la Chiesa indipendente ucraina.

Un’altra decisione presa a favore di Kiev è l’abolizione della lettera sinodale del 1686, che dava al Patriarca di Mosca la facoltà di ordinare il Capo della Chiesa di Kiev, come riporta il Financial Times. In questo modo, la Chiesa di Kiev è stata portata fuori dalla giurisdizione canonica di Mosca, come spiega l’agenzia di stampa ucraina Unian.

Le relazioni tra l’Ucraina e la Russia erano collassate in seguito all’annessione russa della Crimea, nel 2014. Quell’anno cominciarono anche ad approfondirsi le divisioni religiose ucraine, e due fazioni ortodosse gareggiarono per dominare. La Chiesa nota come il Patriarcato di Mosca, allineata con la Chiesa ortodossa russa, si considera l’unica Chiesa legittima in Ucraina. Il rivale Patriarcato di Kiev nacque dopo il collasso dell’Unione Sovietica e la sua popolarità è cresciuta dal 2014. Tale Chiesa favorisce l’integrazione europea e sostiene la Chiesa indipendente, ma il Patriarcato di Mosca l’aveva denunciata in quando scismatica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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