Venezuela: altri 2 milioni a rischio emigrazione nel 2019

Pubblicato il 15 dicembre 2018 alle 11:36 in Immigrazione Venezuela

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All’incirca altri 2 milioni di venezuelani rischiano, nel 2019, di aggiungersi alle fila di connazionali già espatriati nel corso del 2018 in qualità di migranti e rifugiati, sfiorando un totale di 5,3 milioni, mentre il Paese continua a soffrire una profonda crisi economica.

Le stime provengono dalle Nazioni Unite. Nella giornata di venerdì 14 dicembre, Eduardo Stein, un rappresentante speciale congiunto dell’agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR) e dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), ha affermato che, ogni giorno, sono circa 5mila i venezuelani che lasciano le proprie dimore; si tratta comunque di una stima più bassa rispetto ai 13mila dello scorso agosto. Stein ha spiegato che il prospetto dei prossimi 14 mesi conta altri 2 milioni di cittadini a rischio di emigrare nei Paesi vicini, e ha paragonato il fenomeno di massa a un “terremoto umanitario”.

Circa 3,3 milioni di venezuelani hanno già abbandonato la loro patria per fuggire dalla crisi economica e politica che vi imperversa, ha dichiarato l’UNHCR, e la maggior parte di loro a partire dal 2015. Di questi, circa 365mila hanno fatto domanda di asilo, secondo quanto riferito dal presidente del dipartimento Onu per i Rifugiati, Filippo Grandi.

Nella settimana precedente, le Nazioni Unite avevano richiesto 738 milioni di dollari da stanziare nel 2019 per aiutare i Paesi vicini al Venezuela a far fronte all’enorme afflusso di immigrati, i quali non hanno “alcuna intenzione di far ritorno in patria sul corto e medio termine”. La Colombia ha accolto un milione di venezuelani, mentre molti altri sono andati in Brasile, in Ecuador e in Perù. Il piano di aiuti dell’Onu, da quanto ha spiegato il direttore generale dell’IOM, Antonio, Vitorio, mira ad aiutare i venezuelani a diventare contribuenti produttivi nei Paesi di arrivo.

Giovedì 13 dicembre, un gruppo di senatori statunitensi, sia repubblicani sia democratici, ha proposto di concedere un temporaneo status protetto ai migranti venezuelani negli States.

Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ritiene che la crisi economica del suo Paese sia causata dalle sanzioni finanziare americane e dalla presunta “guerra economica” condotta contro di lui dagli oppositori politici.

Il 13 novembre scorso, uno studio presentato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), dal World Food Program e dalla Pan-American Health Organization aveva stabilito che il Venezuela è il Paese latinoamericano che ha registrato il maggior aumento di fame e malnutrizione durante il biennio 2016-2018. Il rapporto ha rilevato che la fame nel Paese sudamericano è triplicata nei periodi 2010-2012 (3,6%) e 2015-2017 (11,7%). “E ‘importante notare che queste sono le migliori stime che la FAO può produrre utilizzando i dati forniti dal governo del Venezuela” – si legge nel documento, critico rispetto alla mancanza di dati ufficiali affidabili nello Stato. L’economia venezuelana, che ha sofferto una contrazione del 44% del Prodotto interno lordo tra il 2014 e il 2018.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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