Onu: autorizzati aiuti umanitari in Siria per un altro anno

Pubblicato il 15 dicembre 2018 alle 9:10 in Medio Oriente Siria

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato l’estensione di un anno degli aiuti umanitari in Siria. La mossa in prima battuta era stata ostacolata dalla Russia, la quale aveva tentato di limitare la proroga a soli sei mesi.

Nella giornata di venerdì 14 dicembre, gli Stati Uniti hanno reso noto che, di concerto con la maggioranza dei membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la mozione inerente alla proroga di un anno degli aiuti umanitari in Siria è stata approvata, nonostante le reticenze di Mosca. Il motivo addotto è stato l’estremo bisogno di approvvigionamenti del Paese, che è teatro di guerra civile dal 15 marzo 2011. Secondo quanto dichiarato dalle Nazioni Unite, sono oltre 4,3 milioni i cittadini siriani bisognosi di aiuti nelle zone attualmente non controllate dal governo di Damasco. Tale dato include oltre 3 milioni di persone che possono essere raggiunte solamente tramite operazioni di aiuti transfrontaliere.

Nel corso delle negoziazioni, il vice ambasciatore di Mosca, Dmitry Polyanskiy, aveva affermato che i rifornimenti  di emergenza erano stati confiscati da gruppi armati e soggetti a ricatti ed estorsioni presso i posti di blocco e i checkpoint di sicurezza, generando milioni nelle entrate economiche dei ribelli, i quali si oppongono al regime del presidente siriano, Bashar al-Assad.

L’autorizzazione dell’Onu permette alle organizzazioni umanitarie di attraversare la frontiera dietro invio di notifica al governo del Paese. Washington sostiene che non ci siano soluzioni alternative percorribili al metodo attuale dei convogli umanitari, e ha accusato il regime di Assad di distribuire, nel corso degli otto anni di conflitto, gli aiuti in maniera iniqua, ovvero a spese delle comunità considerate meno fedeli al governo centrale di Damasco.

La prima risoluzione inerente all’invio transfrontaliero di aiuti umanitari in Siria era stata adottata nel 2014, e in tale occasione la decisione era stata presa all’unanimità.

Le missioni di convogli di rifornimenti nel Paese rappresentano il più grande progetto di aiuti messo in atto dalle Nazioni Unite, e hanno continuato a essere effettuate nonostante i modesti progressi portati avanti a livello diplomatico per volgere al termine della guerra civile.

Lo scorso 3 novembre, alcuni convogli di aiuti umanitari delle Nazioni Unite avevano raggiunto con successo il campo di rifugiati di Rukban, in Siria, dove migliaia di persone sono affollate in un’area desertica al confine con la Giordania. Gli aiuti sono stati coordinati anche dalla Mezzaluna Rossa Araba Siriana (SARC), la quale è altresì impegnata in una campagna di vaccinazioni di emergenza volta a coprire 10mila bambini da malattie quali polio e morbillo. Le Nazioni Unite avevano inizialmente annunciato la notizia degli aiuti umanitari lo scorso 18 ottobre.

Allo stato attuale, oltre mezzo milione di persone sono morte nella guerra civile siriana, e circa la metà della popolazione complessiva siriana ha lasciato le proprie case per fuggire agli scontri; di essi, 5 milioni hanno sconfinato e cercato rifugio in altri Paesi.  Da quando la Russia si è unita al regime di Damasco, iniziando a fornire supporto militare e aereo, nel 2015, Assad è riuscito a riconquistare ampie porzioni cadute in mano ai ribelli siriani. Allo stato attuale, le linee del fronte sembrano essersi momentaneamente stabilizzate. Tuttavia, molti rifugiati e sfollati interni temono il ritorno a casa per via delle condizioni di estrema povertà e sicurezza ancora precaria.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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