L’Etiopia sta ristrutturando l’esercito

Pubblicato il 15 dicembre 2018 alle 6:01 in Africa Etiopia

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L’Etiopia sta ristrutturando il proprio esercito, l’Ethiopian National Defense Force (ENDF). La notizia è stata riportata dall’agenzia nazionale FCB, la quale ha riferito che, in base alle nuove misure, i commando regionali sono stati diminuiti da 6 a 4, quali del Nord, del Sud, dell’Est e dell’Ovest.

Secondo quanto reso noto dal tenente generale Mola Hailemariam, capo delle operazioni speciali delle forze di Difesa, le posizioni militari sono state riallineate agli ultimi sviluppi in Etiopia, dove dono scopiate una serie di scontri nelle zone di confine tra gli Stati regionali di Oromia e Benishangul Gumuz, nell’Ovest del Paese.

L’ENDF ha altresì stabilito un nuovo comitato incaricato di riorganizzare le forze navali ed un commando speciale coordinato. Tale decisione, in particolare, è stata presa alla luce dell’accordo di pace con l’Eritrea, che ha permesso all’Etiopia di riavere accesso alla costa eritrea del Mar Rosso.

Fino all’inizio di quest’anno, l’esercito, che è uno dei più equipaggiati dell’Africa, era stato accusato più volte di effettuare una repressione nei confronti delle proteste anti-governative nella regione dell’Oromia. Data la volatilità della sicurezza della regione del Corno d’Africa, spiega il quotidiano Africa News, l’esercito etiope ha enormi responsabilità. Nell’area, fino a prima dell’estate passata, erano presenti tensioni tra tutti i Paesi della regione.

Da quando è salito alla guida dello Stato africano, il 2 aprile 2018, Ahmed ha avviato un cambiamento radicale in Etiopia non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello politico e sociale. Uno dei maggiori risultati ottenuti è stata la firma dell’accordo di pace con l’Eritrea, il 9 luglio, con cui i due Paesi vicini hanno sancito la fine dello stato di guerra, in corso dal maggio 1998. Ahmed ha altresì intrattenuto colloqui di pace con diversi gruppi di ribelli, tra cui l’Oromo Liberation front (OLF), il Patriotic Ginbot (PG7) e il Tigray People’s Democratic Movement.

Nonostante ciò, nel corso dei mesi passati, sono stati man mano sempre più numerosi gli episodi di violenza. Il 16 settembre, nella la città di Barayu, nella regione Oromia, 58 persone hanno perso la vita e molte altre sono state costrette ad abbandonare le proprie case per via di scontri. Amnesty International ha condannato l’accaduto, ritenendo che le violenze avevano un fondamento etnico, poiché tali offensive sono scoppiate in seguito al ritorno in Etiopia della leadership dell’OLF.

Oltre ad aver avviato la normalizzazione dei rapporti tra tutti i Paesi del Corno d’Africa, il premier etiope sta altresì lavorando per rafforzare i rapporti dell’Etiopia al di fuori dal continente africano. L’11 ottobre, Ahmed ha incontrato il premier italiano, Giuseppe Conte, ad Addis Abeba, con cui ha firmato una serie di accordi commerciali del valore di 22 milioni di euro, e discusso dell’immigrazione. Il 29 ottobre, Ahmed si è recato a Parigi, dove ha colloquiato con il presidente Emmanuel Macron, mentre il 30 ottobre è volato in Germania per incontrare la cancelliere Angela Merkel.

Il ministero della Difesa è guidato dal primo ministro del settore femminile del Paese, Aisha Mohammed, con il generale Seare Mekonnen come capo delle forze armate.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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