Bosnia: migranti costretti a fermarsi nel Paese fino alla primavera

Pubblicato il 15 dicembre 2018 alle 15:46 in Balcani Immigrazione

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Le basse temperature e i severi controlli da parte della polizia al confine hanno fermato i tentativi di migliaia di migranti, determinati ad attraversare la frontiera balcanica dell’Unione Europea per entrare in Croazia, bloccandoli in Bosnia fino alla primavera.

Più di 3000 persone si sono accampate in 3 campi profughi improvvisati nelle città bosniache di Bihac e Velika Kladusa, al confine croato, mentre i volontari stanno lavorando per fornire loro rifugio e cibo. Più di 2.000 migranti sono stati sistemati in una ex fabbrica, forniti di tende riscaldate e container. Ricevono 3 pasti al giorno e hanno accesso alle cure mediche. Nonostante le autorità locali della Bosnia nordoccidentale abbiano limitato i nuovi arrivi di migranti, dichiarando di non avere più disponibilità per accoglierli, i cittadini di Bihac, ricordando le loro difficoltà in quanto rifugiati negli anni ’90, hanno cercato di aiutare, ospitando alcune persone nelle loro case.

Circa 5.000 migranti sono attualmente bloccati nel Paese, in quanto l’inverno e la polizia croata rendono impossibile continuare il viaggio. Le autorità della Croazia, inoltre, sono state accusate di perpetrare abusi contro i migranti. Alcuni hanno riportato di essere stati bloccati con violenza, mediante l’utilizzo di manganelli, pugni e calci e dichiarando che la polizia avrebbe altresì rubato loro oggetti di valore e denaro, tagliando i loro passaporti e distruggendo i loro cellulari. La polizia croata ha respinto le accuse.

L’UNHCR, che aiuta i rifugiati con le loro richieste d’asilo, ha dichiarato che le procedure in Bosnia sono lente e complicate. “È necessario semplificare ed espandere l’accesso a tali processi a tutti coloro che ne hanno bisogno” ha dichiarato Neven Crvenkovic, un portavoce dell’ufficio regionale dell’ente delle Nazioni Unite.

L’Unione Europea ha stanziato più di 9,2 milioni di euro per aiutare la Bosnia a gestire i flussi migratori prima dell’inverno, consegnando i fondi all’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) e all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Nel 2015 e 2016, il Paese balcanico era stato attraversato da più di 1 milione di migranti, in cammino alla volta di nazioni europee più ricche. Tuttavia, nel 2018 la Bosnia è diventata uno dei principali Paesi di transito per i migranti in quanto altri Paesi, come ad esempio l’Ungheria e la Slovenia, hanno chiuso i loro confini. Da gennaio sono entrate nel Paese più di 23.000 persone, provenienti per lo più da Pakistan, Afghanistan, Iraq e Iran.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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