Australia riconosce Gerusalemme Ovest capitale di Israele

Pubblicato il 15 dicembre 2018 alle 19:13 in Australia Israele

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L’Australia riconosce formalmente Gerusalemme Ovest come capitale dello Stato di Israele,  ma l’ambasciata non verrà spostata da Tel Aviv fino a quando non sarà raggiunto un accordo di pace con i palestinesi, ha dichiarato il primo ministro del Paese, Scott Morrison.

Nella giornata di sabato, Morrison ha affermato: “L’Australia adesso riconosce che Gerusalemme, che è sede della Knesset (il Parlamento monocamerale di Israele) e di molte istituzioni governative, è la capitale di Israele. “Non vediamo l’ora di spostare la nostra ambasciata a Gerusalemme Ovest, quando ciò sarà fattibile”, ha inoltre aggiunto il premier australiano davanti ai giornalisti riunitisi a Sidney. Egli ha poi spiegato che l’Australia non sposterà la propria ambasciata finché non sarà determinato in maniera definitiva lo stato di Gerusalemme Ovest, tuttavia nel frattempo vi si stabiliranno attività commerciali e uffici per la difesa. Morrison ha inoltre ribadito l’appoggio del suo Paese alla soluzione a due Stati con, a fianco alla capitale israeliana a Gerusalemme Ovest, anche una capitale palestinese a Gerusalemme Est. “Ciò che vogliamo dire è che dobbiamo andare avanti. Il punto di stallo stantio deve essere superato”, ha concluso Morrison.

Lo scorso ottobre, Morrison aveva già affermato di essere aperto al trasferimento dell’ambasciata da Tel Aviv. A maggio, la decisione del presidente americano, Donald Trump, di spostare l’ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme era stata accolta a braccia aperte da Israele, ma aveva attirato le ire dei palestinesi e creato enormi tensioni sia tra i Paesi arabi sia tra gli alleati occidentali. L’annuncio di Morrison di ottobre era giunto del tutto inaspettato, ed era stato accolto cinicamente in quanto precedeva di pochi giorni una cruciale elezione straordinaria in cui egli faceva leva su un bacino elettorale con forte preponderanza di origine ebraica; votazioni che, in seguito a tali speculazioni, avevano dunque determinato la sconfitta del partito del premier. Critiche in merito a tale mossa erano giunte anche dai Paesi vicini a maggioranza musulmana, in primis l’Indonesia e la Malesia, che non hanno mai riconosciuto formalmente l’esistenza di Israele. I Paesi arabi si erano inoltre preoccupati che la decisione di Morrison potesse infiammare la situazione e scatenare tensioni non necessarie e gratuite nella regione mediorientale.

Israele sostiene che l’intera città di Gerusalemme sia la propria capitale, ivi incluso il settore orientale che lo Stato ha annesso in seguito alla guerra del Medio Oriente del 1967, e di conseguenza esige che tutte le ambasciate siano situate lì. La comunità internazionale ritiene che lo stato di Gerusalemme debba essere deciso, e la situazione risolta, tramite trattative e negoziazioni tra le parti. A oggi, la questione israelo-palestinese inerente alla capitale Gerusalemme, che è patria di siti sacri tanto per i musulmani e gli ebrei quanto per i cristiani, costituisce uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento di un accordo di pace tra Israele e la Palestina.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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