USA svelano strategia dell’amministrazione Trump in Africa

Pubblicato il 14 dicembre 2018 alle 11:30 in Africa USA e Canada

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Il consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, ha svelato la strategia dell’amministrazione Trump in Africa, che mira a contrastare l’influenza della Cina sul continente e spingere i Paesi africani a raggiungere risultati grazie agli aiuti ricevuti dagli USA.

“Abbiamo dato la priorità a tali questioni perché comprendiamo che il raggiungimento di stabilità, prosperità e indipendenza di sicurezza durature siano nell’interesse americano”, ha chiarito Bolton, aggiungendo che qualsiasi decisione presa e qualsiasi politica annunciata in Africa da parte di Washington sarà guidata da una strategia che è focalizzata su tre interessi chiave:

  1. Il primo è l’aumento del commercio con le nazioni africane;
  2. Il secondo è il contrasto all’estremismo violento
  3. Il terzo, invece, è assicurare che gli aiuti americani all’Africa siano efficienti ed efficaci.

In particolare, ha spiegato Bolton, la salvaguardia delle opportunità economiche nel continente africano costituisce un aspetto della sicurezza statunitense, alla luce della crescente influenza da parte della Russia e della Cina, le quali stanno investendo massicciamente in Africa per guadagnare un vantaggio nei confronti degli USA. Pechino, che ha effettuato investimenti diretti per il valore di 6,4 miliardi di dollari, starebbe usando tangenti, accordi poco chiari e starebbe facendo un uso strategico del debito per obbligare gli Stati africani a rispondere ai desideri cinesi, secondo il consigliere americano.

“Gli investimenti di Pechino sono intrisi di corruzione e non rispettano gli standard etici e ambientali, al contrario dei programmi di sviluppo americani”, ha affermato Bolton, ad avviso del quale le azioni predatorie della Cina fanno parte di un progetto più grande, che include la strategia della Via della Seta e una serie di progetti infrastrutturali e di sviluppo che mirano ad accrescere la dominazione globale cinese. A conferma delle proprie affermazioni, Bolton ha portato l’esempio dello Zambia, che ha un debito di 10 miliardi di dollari con la Cina, la quale intende esercitare la propria influenza sul Paese africano. Nella stessa situazione, ha riferito il consigliere americano, è il Gibuti, dove Pechino ha inaugurato una base militare nell’agosto 2017, vicina a quella statunitense.

Lo scorso settembre, il presidente cinese, Xi Jinping, aveva promesso l’erogazione di 60 miliardi di dollari nel giro di 3 anni all’Africa, di cui 15 miliardi in aiuti, prestiti a interessi zero e prestiti concessionali, 20 miliardi per una linea di credito, 10 miliardi destinati a un fondo speciale per lo sviluppo sino-africano e 5 miliardi destinati al fondo speciale per le importazioni dall’Africa. Dal 2000 al 2016, Pechino ha concesso 126 miliardi di dollari di prestiti ai Paesi africani. L’impegno della Cina nei confronti dell’Africa è stato descritto da Xi Jinping, nel suo intervento al Forum per la Cooperazione Cina-Africa, svoltosi a Pechino dal 3 al 5 settembre, “basato sull’onestà, sulla benevolenza e sulla vicinanza della Cina ai Paesi dell’Africa”. L’obiettivo, ha chiarito il leader cinese, sarebbe quello di “unire le forze per progredire, al fine di costruire, insieme ai popoli africani, un destino comune sino-africano sempre più interconnesso”.

Secondo quanto riferito da Bolton, anche la Russia sta cercando di accrescere la propria influenza in Africa attraverso accordi corrotti, poiché sta vendendo armi ed energia in cambio di voti in seno alle Nazioni Unite, mettendo a rischio la sicurezza e andando contro gli interessi dei cittadini africani. Ad esempio, il 21 agosto, Russia e Repubblica Centrafricana hanno firmato un accordo militare che ha aperto la strada a Mosca per la formazione e l’addestramento delle forze armate nello Stato africano.

Alla luce di tutto ciò, ha affermato Bolton, le mosse cinesi e russe non stanno facendo altro che ostacolare la crescita economica dell’Africa, minacciare l’indipedenza finanziaria delle nazioni e interferire con le operazioni militari degli Stati Uniti nel continente per eliminare l’estremismo violento. Alcune zone del continente africano, ha sottolineato, sono in condizioni disperate per via delle attività delle organizzazioni estremiste come al-Shabaab in Somalia, Boko Haram in Nigeria e nei Paesi vicini e l’intera area del Sahel, che pullula di gruppi jihadisti, come al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), per non parlare della Libia.

Nonostante i miliardi di dollari donati da parte di Washington a Paesi come Mali, Libia, Somalia, Niger e Sud Sudan per aiutare i governi nella lotta contro il terrorismo, Bolton ritiene che i progressi siano stati molto piccoli. “I nostri soldi non hanno impedito il fiorire di organizzazioni terroristiche e non hanno impedito nemmeno ad altre potenze, come Cina e Russia, di avvantaggiarsi degli Stati africani in difficoltà, per estendere la loro influenza”, ha spiegato il consigliere americano, il quale ha aggiunto che, per tali ragioni, gli USA sospenderanno gli aiuti che non hanno prodotto alcun effetto positivo, così come l’assistenza che non ha portato ad alcuna riforma.

“I soldi americani in Africa devono essere usati efficientemente ed efficacemente per raggiungere la pace, la stabilità, l’indipendenza e la prosperità”, ha concluso Bolton, specificando che l’amministrazione continuerà ad appoggiare i governi di paesi chiave per rendere le forze di sicurezza e le istituzioni locali sempre più indipendenti, per garantire la sicurezza dei Paesi.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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