Neutralizzato l’attentatore di Strasburgo: ISIS rivendica

Pubblicato il 14 dicembre 2018 alle 16:32 in Europa Francia

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L’autore dell’attentato di Strasburgo, il 29enne Cherif Chekatt, è stato ucciso dalla polizia nel distretto di Neudorf/Meinau, la sera di giovedì 13 dicembre. Il blitz delle forze speciali, iniziato nelle ore pomeridiane, ha rivelato che l’uomo non aveva mai lasciato la città dopo l’attacco dell’11 dicembre, in cui sono morte 4 persone mentre altre 12 sono rimaste ferite. Chekatt, ferito, si era rifugato in un magazzino e, non appena gli agenti hanno fatto irruzione, ha aperto nuovamente il fuoco, prima di essere colpito a morte. Poco dopo, l’ISIS ha rivendicato l’attentato, rendendo noto, attraverso un comunicato pubblicato sull’agenzia di stampa terroristica Amaq, che “l’attentatore era un soldato del califfato che ha risposto alla chiamata di colpire i cittadini dei Paesi che fanno parte della coalizione internazionale a guida ameircana”.

Secondo le ricostruzioni, la sera dell’11 dicembre, poco prima delle 8:00 locali, il 29enne ha aperto il fuoco presso la rue del Grandes Arcades, nelle vicinanze di Place Kleber, per poi fuggire verso la Grande Rue, dove alcuni testimoni hanno riferito di aver udito ulteriori spari. Nonostante la polizia sia intervenuta immediatamente, Chekatt è riuscito a scappare a bordo di un taxi, raggiungendo un’altra area della città. Il tassista ha riferito alla polizia che, durante la corsa in auto, l’attentatore gli ha raccontato cosa aveva fatto, giustificando il proprio atto, definito una “vendetta per i fratelli morti in Siria”. La testimonianza è servita alle autorità francesi per individuare l’aggressore. Il procuratore di Parigi, Remi Heitz, sostiene inoltre che l’attentatore abbia gridato “Allah Akbar” nel corso dell’attentato. La mattina dell’11 dicembre, la polizia aveva fatto irruzione nell’abitazione di Chekatt nell’ambito di un’indagine per un omicidio ed aveva trovato una granata, un fucile, munizioni e diversi coltelli.

Subito dopo è scattata  un’imponente caccia all’uomo per trovare Chekatt, originario del Nord Africa ma nato a Strasburgo. L’uomo era già noto alle autorità, che lo avevano inserito nella lista dei possibili 20.000 soggetti radicalizzati presenti in Francia, ed era stato condannato 27 volte in Francia, Germania e Svizzera. Parigi ha dichiarato che l’incidente è stato un “atto di terrorismo“. 

Subito dopo l’attacco, le autorità hanno ordinato la chiusura delle scuole e hanno chiuso il centro storico della città, dove il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria prima delle vacanze natalizie, è stato blindato. Ad ora, le autorità francesi hanno fermato 4 persone, tra cui il padre e 2 fratelli dell’aggressore che, secondo le indagini, sarebbero anch’essi radicalizzati. Tra i feriti figura un reporter italiano, originario del Trentino, Antonio Megalizzi, che è sospeso tra la vita e la morte. Una pallottola lo ha colpito alla testa e, secondo i medici, è inoperabile. Alcune fonti riportano che non avrebbe agito da solo.

Il presidente Emmanuel Macron, che ha partecipato subito dopo l’attacco ad un meeting di emergenza con gli altri ufficiali di gabinetto a Parigi, ha espresso la solidarietà nazionale verso le vittime e le loro famiglie. Il sindaco di Strasburgo, Roland Ries, ha reso noto che il mercatino natalizio rimarrà chiuso per gli eventi dei prossimi giorni e ha riferito che le bandiere del municipio rimarranno a mezz’asta in segno di rispetto alle vittime. Il ministro dell’Interno, Christophe Castener ha informato che il governo ha elevato la minaccia di sicurezza ai massimi livelli, ed ha aumentato i controlli presso i confini e presso gli altri mercatini natalizi per prevenire altri eventuali attacchi.

Non è la prima volta che la Francia si trova a fronteggiare un attacco presso un mercatino natalizio, in quanto, già nel 2016, la polizia francese aveva sventato un attentato, smantellando una cellula a Marsiglia.  A Berlino, invece, il 19 dicembre 2016, il 24enne tunisino Amir Amri, alla guida di un camion, travolse la folla ai mercatini di Natale presso il Kaiser Wihelm Memorial Church, uccidendo 12 persone e ferendone 48.

Negli ultimi anni, la Francia è stata uno dei Paesi europei che ha subito il maggior numero di attacchi terroristici di matrice islamista. L’attacco più recente è stato condotto a Parigi nella notte del 12 maggio da Khamzat Azimov, cittadino francese di origini cecene, il quale ha ucciso una persona e ferito 4 avendo per arma un coltello. L’assassino è stato ucciso dalle forze di polizie intervenute sulla scena mentre l’attentato è stato prontamente rivendicato dallo Stato Islamico.

L’attacco più grave subito dal Paese europeo è stato quello del 13 novembre 2015, quando un commando di 9 terroristi, suddiviso in tre squadre, ha attaccato sei diversi luoghi di Parigi, uccidendo complessivamente di 137 persone, inclusi i terroristi, e ferendone altre 352. L’azione venne rivendicata dallo Stato Islamico. Da tale attacco, la Francia è rimasta in stato di emergenza, condizione che consente al governo di monitorare i telefoni e le comunicazioni online dei sospettati, che possono essere trattenuti per gli interrogatori fino a 96 ore. Dal maggio 2016, le autorità di Parigi hanno altresì messo in atto un Piano di Azione contro il terrorismo e la radicalizzazione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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