Ecuador: terzo vicepresidente in un anno

Pubblicato il 14 dicembre 2018 alle 15:18 in America Latina Ecuador

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Martedì 11 dicembre, l’Ecuador ha eletto il suo terzo vicepresidente in meno di un anno, marcando con l’elezione di Otto Sonnenholzner anche un cambiamento di linea politica, già evidenziata dal riavvicinamento a Washington e ai principali paesi della regione del presidente Lenín Moreno.

Il vice-presidente che gli ecuadoriani avevano eletto alle urne nel 2017 è in carcere, condannato per il filone ecuadoriano dello scandalo Odebrecht. La donna che lo ha sostituito lo scorso gennaio è sotto inchiesta da parte dell’Ufficio del Procuratore Generale per presunte tangenti incassate dai suoi collaboratori.  Jorge Glas e María Alejandra Vicuña – i primi due a ricoprire la seconda carica più importante nel governo di Quito – erano nomi ereditati dal governo di Rafael Correa, con cui Moreno è ormai in rotta, ma Otto Sonnenholzner, appena eletto dall’Assemblea nazionale, giunge all’alta carica da indipendente e con il sostegno dell’opposizione di centro-destra.

Il giovane uomo d’affari, attivo nel mondo delle comunicazione, di 35 anni, era uno dei tre nomi proposti dal presidente Lenin Moreno affinché il Parlamento di Quito potesse scegliere, secondo la norma prevista dalla legge ecuadoriana quando il vice presidente eletto deve essere sostituito. Sonnenholzner ha ottenuto il sostegno di 94 dei 128 deputati, senza sorprese, avendo ricevuto l’appoggio pubblico dei leader politici dell’opposizione da quando il suo nome è apparso nella terna presidenziale la scorsa settimana per sostituire Vicuña. I 27 voti contrari provengono, in maggioranza, dal blocco dei fedelissimi di Rafael Correa, che diventano così aperta opposizione al governo di Lenín Moreno. Sette deputati si sono astenuti.

La ex vicepresidente si è dimessa sotto forte pressione sociale e politica, dopo che un canale televisivo locale ha rivelato che, quando era deputata del blocco che sosteneva Rafael Correa come presidente dell’Ecuador ha chiesto ai suoi subordinati contributi mensili di tra 300 e 1400 dollari per entrare nella sua equipe e conservare il posto di lavoro. Dopo le dimissioni di uno dei suoi ex collaboratori, l’Ufficio del Procuratore Generale del paese andino ha aperto un’indagine e il presidente Moreno la ha privata delle sue funzioni, in modo che potesse concentrarsi sulla sua difesa. Il giorno dopo, il 4 dicembre, Vicuña ha lasciato l’incarico.

La terna presentata da Moreno includeva, oltre al vicepresidente eletto, altri due personaggi provenienti dalla società civile: Nancy Vasco, della fondazione El Triangulo, che si occupa di integrare persone con invalidità, e Agustín Albán, rettore universitario. Tre nomi con cui il Presidente voleva marcare una rottura con il blocco fedele a Rafael Correa.

Con la proposta del presidente e la successiva nomina, Moreno lancia inoltre un messaggio ai media locali con cui il presidente ha ristabilito normali relazioni, in un’ulteriore mossa per distanziarsi dallo stile di Rafael Correa, che i media definiscono “regime persecutorio” nei loro confronti. Sonnenholzner, di origini tedesche e libanesi, legato ad una radio locale, ha spiegato che l’approccio con Moreno è stato segnato dalla “libertà di espressione come sfondo”. 

“Ho incontrato e ho discusso molti di quelli che sono qui oggi, e penso che tutti noi qui sappiamo di avere lo stesso obiettivo, non dobbiamo permettere che le differenze politiche ci allontanino dal sentiero dello sviluppo” – ha dichiarato Sonnenholzner parlando alla camera, aggiungendo un tocco di umorismo al riconoscere la difficoltà di pronunciare il suo cognome, affermando “potete chiamarmi Otto”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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