Corea del Sud – USA: ancora nessun accordo su spese militari congiunte

Pubblicato il 14 dicembre 2018 alle 17:27 in Corea del Sud USA e Canada

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Gli Stati Uniti e la Corea del Sud non sono riusciti ad accordarsi su una quota maggiore che il Paese asiatico deve versare per il mantenimento delle truppe statunitensi sul territorio coreano, ha affermato venerdì 14 dicembre un portavoce del Ministero degli Esteri di Seul.

Il presidente americano, Donald Trump, ha ripetutamente affermato che l’alleato asiatico dovrebbe condividere maggiormente l’onere di sostenere circa 28.500 truppe statunitensi stanziate nella penisola coreana.

L’esercito americano, a novembre, aveva avvertito gli impiegati sudcoreani che, se non fosse stato possibile raggiungere un accordo, sarebbero potuti essere lasciati in aspettativa, o addirittura andare in congedo, a partire da metà aprile 2019. Circa il 70% del contributo della Corea del Sud copre gli stipendi di 8.700 dipendenti che forniscono servizi amministrativi, tecnici e di altro tipo per i militari statunitensi. “Stiamo facendo sforzi per ridurre al minimo qualsiasi impatto negativo che possa avere sui dipendenti”, ha affermato il funzionario del Ministero.

Alti rappresentanti di entrambe le parti hanno tenuto colloqui per tre giorni a Seul, da martedì 11 a giovedì 13 dicembre, per negoziare i nuovi termini sostitutivi all’accordo del 2014 sulle spese militari, che scadrà alla fine dell’anno. Il patto del 2014, ancora in vigore per un mese, richiede, alle casse coreane, un pagamento di circa 960 miliardi di won (pari a 850 milioni di dollari).

Ad oggi si sono tenuti dieci round di negoziati, il cui primo è avvenuto a marzo, ma ancora nessun accordo è stato raggiunto. Secondo i funzionari coreani, il problema nasce dalla richiesta americana di un forte aumento nelle spese di mantenimento delle truppe. Un portavoce del Ministero degli Esteri coreano, voluto restare anonimo per la delicatezza della questione, ha dichiarato alla stampa che le negoziazioni hanno avuto buon esito su quasi tutti i punti discussi, ma non vi è stata possibilità di rendere i compromessi presi definitivi a causa delle differenze sulla scala complessiva del accordo.

Gli Stati Uniti hanno inizialmente spinto la Corea del Sud ad aumentare la propria quota a circa 1,2 miliardi di dollari all’anno, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal ad inizio dicembre, citando fonti non identificate. I funzionari sudcoreani e le truppe statunitensi in Corea non hanno confermato pubblicamente la notizia. Il Ministero degli Esteri del Paese asiatico ha tuttavia dichiarato che l’amministrazione Trump ha richiesto che la Corea del Sud si impegni a pagare la mobilitazione di attrezzature, quindi bombardieri, portaerei e sottomarini a propulsione nucleare, durante le esercitazioni militari congiunte, senza però citare la cifra effettiva che questo impegno comporta.

Trump ha annunciato la sospensione delle esercitazioni a giugno, dopo lo storico summit del 12 giugno a Singapore con il leader nordcoreano Kim Jong Un, adducendo come spiegazione gli alti costi supportati per lo più solo dagli Stati Uniti. Da allora, alcune esercitazioni congiunte sono state effettivamente svolte, ma solo su piccola scala, ed è stato deciso di ridimensionare quelle più impegnative, come l’operazione di addestramento Foal Eagle. La sospensione e il ridimensionamento delle operazioni militari nella penisola, secondo Reuters, rientrano nel quadro di una politica meno aggressiva e più conciliante rispetto alla Corea del Nord per accelerare i colloqui volti a porre fine al programma nucleare di Kim Jong-un.

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di Redazione

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