Cisgiordania: decine di palestinesi arrestati dall’esercito israeliano

Pubblicato il 14 dicembre 2018 alle 14:23 in Israele Palestina

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L’esercito israeliano ha arrestato decine di palestinesi, tra cui diversi sostenitori di Hamas, nel corso di una serie di raid condotti in Cisgiordania la notte tra il 13 e il 14 dicembre. Secondo quanto riportato dai media palestinesi, tra gli arrestati ci sono anche due legislatori. L’esercito israeliano ha reso noto di aver trattenuto complessivamente 40 persone, di cui 37 legate ad Hamas.

Tali raid sono avvenuti in seguito di diversi incidenti tra cittadini palestinesi, alcuni dei quali avevano tentato di travolgere ufficiali israeliano a bordo di auto, e i soldati israeliani. Il 10 dicembre, le forze di sicurezza israeliane avevano fatto irruzione in Cisgiordania, a Ramallah, alla ricerca di un uomo armato che due giorni prima aveva ferito 7 soldati israeliani vicino agli insediamenti illegali di Ofra. L’11 dicembre, invece, le forze israeliane hanno sparato ad un ragazzo palestinese in un villaggio occupato in Cisgiordania, dopo che questo aveva cercato di attaccarle alla guida di un’automobile, nei pressi di un check-point. Il giovare è stato identificato essere il 27enne Omar Hassna Awad, originario di Ishana, a Hebron.

In un attacco separato nel Nord della Valle del Giordano, un uomo palestinese alla guida di un’auto ha cercato di travolgere un gruppo di ufficiali di confine, che hanno aperto il fuoco. In questo caso, l’attentatore è stato arrestato, senza rimanere ferito. E ancora, tra il 12 e il 13 dicembre, almeno 2 israeliani sono morti, mentre altri 2 sono rimasti feriti in una sparatoria nei territori occupati della Cisgiordania, dopo che i soldati israeliani avevano ucciso 3 palestinesi in un’operazione separata.

Alla luce di tali sviluppi, l’esercito israeliano ha dichiarato la città di Ramallah una zona militare chiusa. Nel frattempo, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha reso noto che legalizzerà migliaia di nuove case nei territori occupati in Cisgiordania che sono state costruite senza il permesso del governo. Nonostante la comunità internazionale consideri l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele un’attività illegittime, il Paese continua ad annunciare nuovi piani per la costruzione di numerose case in Cisgiordania.

L’occupazione e il colonialismo sono giustificati legalmente se effettuate in brevi periodi e, soprattutto, in condizioni anormali “che conducono senza esitazione all’autodeterminazione e alla sovranità”, come spiegato dal relatore speciale dell’Onu, Michale Lynk nel proprio rapporto del 2017 all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

Netanyahu ha altresì riferito che farà costruire altre 82 abitazioni a Ofra, luogo di uno degli attacchi dei giorni passati. “Pensano di poterci mandare via dalla nostra terra, ma non succederà”, ha dichiarato il premier, aggiungendo che farà demolire le case degli attentatori palestinesi entro le prossime 48 ore, ritirando altresì i permessi di lavoro in Israele alle loro famiglie.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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