Bangladesh: attacco al corteo del leader dell’opposizione, 12 feriti

Pubblicato il 14 dicembre 2018 alle 16:33 in Asia Bangladesh

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Il corteo del leader dell’opposizione in Bangladesh è stato vittima di un attacco a Dhaka da parte di attivisti del partito al governo, durante il quale 12 sostenitori sono stati feriti, venerdì 14 dicembre.

Kamal Hossain, giurista internazionale di ottant’anni ora a capo di un’alleanza dell’opposizione, l’Jatiya Oikyafront, stava uscendo dal Mausoleo per gli intellettuali martiri nella zona di Mirpur verso le 9:45 del mattino, come riporta il Daily Star, quando il suo convoglio è stato attaccato da uomini armati di bastoni e pietre che urlavano “Joy Bangla”, uno slogan nazionalista che ha le sue origini nella lotta per l’indipendenza.

Il portavoce dell’Jatiya Oikyafront, Latiful Bari Hamim, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che “almeno 12 lavoratori e attivisti dell’alleanza sono rimasti feriti e diversi veicoli di alti dirigenti sono stati danneggiati”. Mahbub Alam Hanif, un alto funzionario della Lega Popolare Bengalese, il partito del primo ministro Sheikh Hasina, ha respinto l’accusa mossa contro i loro sostenitori.

Hossain non ha ancora commentato l’accaduto.

Selimuzzaman, ufficiale in carica della stazione di polizia di Darussalam, ha dichiarato al Daily Star che la polizia si è precipitata sul posto ma non ha trovato nessuno nella zona, aggiungendo che avrebbe esaminato il caso nel momento in cui venisse presentata una denuncia.

Le elezioni in Bangladesh sono spesso violente e sabotate da intimidazioni e brogli elettorali. Per anni, la politica è stata definita dalla feroce rivalità tra due donne: il primo ministro Sheikh Hasina e l’ex primo ministro Khaleda Zia, che guida l’opposizione principale, il Bangladesh Nationalist Party (BNP). Hasina, figlia dell’eroe indipendentista del Bangladesh, lo sceicco Mujibur Rahman, è il leader più longevo nella storia del Bangladesh e si sta candidando per un terzo mandato consecutivo. Il suo secondo mandato è cominciato nel 2014, dopo un’elezione boicottata dal BNP.

Fino a due mesi fa, il BNP era allo sbando a seguito dell’incarcerazione di Khaleda, avvenuta a febbraio, con accuse definite dall’opposizione prettamente politiche. Tuttavia, il BNP si è unito con partiti minori per formare l’alleanza guidata da Kamal Hossain, preparando il terreno per una gara più competitiva. L’alleanza in questione è appunto l’Jatiya Oikyafront, formatosi il 13 ottobre con la richiesta di elezioni nazionali sotto un governo neutrale, dopo lo scioglimento del Parlamento e la scarcerazione dell’ex primo ministro Khaleda Zia.

Le prossime elezioni, che si terranno il 31 dicembre 2018, sono attese per distensione della tensione tra i due fronti e quindi per un ristabilimento dell’ordine interno al Paese. Anche a livello internazionale, tuttavia, le votazioni di dicembre sono importanti per la strategia che il Bangladesh adotterà per la risoluzione del problema dei Rohingya, minoranza musulmana del Myanmar vittima di genocidio attuato dall’esercito e dalla maggioranza buddhista del loro Paese d’origine. La minoranza ha cominciato un vero e proprio esodo, dall’agosto 2017, e si è rifugiata nel vicino Bangladesh. I due Stati si sono accordati per il rimpatrio volontario dei Rohingya, che doveva cominciare a novembre 2018, ma, a seguito dell’allarme internazionale lanciato dalle agenzie dell’Onu e la riluttanza della minoranza a tornare in Myanmar, si è deciso di posticipare il rimpatrio a seguito delle elezioni a Dhaka.

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di Redazione

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