USA contrari a operazione turca contro i curdi nel Nord della Siria

Pubblicato il 13 dicembre 2018 alle 9:20 in Turchia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno esortato la Turchia a non avviare operazioni militari contro i combattenti curdi del Nord della Siria, in quanto qualsiasi incursione, secondo il Pentagono, metterebbe a rischio il personale statunitense presente nell’area.

“Un’azione militare unilaterale nel Nord-Est della Siria, commessa da chiunque, costituisce una minaccia per i soldati americani che si trovano nelle vicinanze”, ha specificato il comandante Sean Robertson, portavoce del Dipartimento della Difesa. A suo avviso, il dialogo è l’unico modo permettere in sicurezza la zona di confine tra Siria e Turchia, mentre operazioni non coordinate vanno contro gli interessi comuni.

Mercoledì 12 dicembre, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che la Turchia, nei prossimi giorni, avrebbe iniziato un’operazione militare nel Nord della Siria, ad Est dell’Eufrate, per impedire che il territorio finisca sotto il controllo dei combattenti curdi, considerati terroristi al pari dei militanti del Kurdistan Worker’s Party (PKK). I combattenti curdi a cui fa riferimento fanno parte dell’alleanza delle Syrian Democratic Forces (SDF), al cui interno le People’s Protection Units (YPG) hanno sempre svolto un ruolo di primo piano nella lotta contro lo Stato islamico in Siria, appoggiando la coalizione internazionale a guida americana. Mentre il PKK è considerato un’organizzazione terroristica da Turchia, USA ed Europa, le YPG, ad avviso degli Stati Uniti, non possono esservi equiparati.

La Turchia ha assicurato che l’obiettivo della nuova operazione non è quello di scolpire i soldati americani, ma solo i gruppi terroristici separatisti operanti nella regione. Il timore principale della Turchia è che, se una porzione del territorio siriano finirà in mano ai curdi siriani, i curdi turchi potrebbero essere mossi a chiedere l’indipendenza.

Dato che l’appoggio alle YPG costituisce un elemento di tensione tra USA e Turchia da molto tempo, il segretario della Difesa, James Mattis, a fine novembre, ha annunciato che gli Stati Uniti stavano installando alcuni avamposti di osservazione ai confini tra Siria e Turchia, al fine di monitorare e prevenire qualsiasi scontro tra l’esercito turco ed i soldati americani, alleati con le YPG. Tale mossa, inoltre, mira anche a ridurre le tensioni tra i turchi e i curdi che, ad avviso degli americani, rischiano di rallentare le operazioni contro l’ISIS. L’installazione è stata completata nei giorni scorsi.

L’annuncio della Turchia è stato rilasciato il giorno dopo che le SDF avevano annunciato di stare avanzando, con l’appoggio della coalizione a guida USA, verso il centro di Hijan, dove sono presenti ancora militanti dello Stato Islamico.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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