Salvini incontra Netanyahu a Gerusalemme: Hezbollah tema dei colloqui

Pubblicato il 13 dicembre 2018 alle 6:01 in Israele Italia

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Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nel secondo giorno della visita ufficiale in Israele, ha incontrato il premier Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. Durante il colloquio, i due hanno affrontato la questione di Hezbollah, che il giorno precedente era stata fonte di polemiche per via dei commenti rilasciati dal capo del Viminale, il quale aveva definito i militanti dell’organizzazione sciita libanese “terroristi islamisti”.

Nello specifico, Netanyahu ha esortato la comunità internazionale ad assumere una posizione più dura nei confronti dei Hezbollah, che costituisce una minaccia per Israele.  Rivolgendosi a Salvini, il premier israeliano ha affermato: “Lei ha avuto la possibilità di vedere i tunnel scavati da Hezbollah al confine tra Libano ed Israele, si tratta di una vera e propria aggressione contro le norme della comunità internazionale”.

Il 4 dicembre, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno lanciato la Operazione Northern Shiled, per distruggere i tunnel scavati dai militanti libanesi. Salvini, nel primo giorno della visita in Israele, ha visitato tali luoghi, dove scavatrici israeliane sono al lavoro per smantellare i passaggi sotterranei. In seguito ai commenti del ministro italiano, il Ministero della Difesa ha espresso la propria preoccupazione per l’incolumità del contingente italiano presente in Libano nell’ambito dell’UNIFIL, la missione dell’Onu nel Paese mediorientale.

A tale proposito, Netanyahu ha sottolineato il fatto che il comandante dell’UNIFIL, il maggiore generale Stefano Del Col, è italiano. “Sappiamo che la missione sta facendo un lavoro difficile, ma la questione dei tunnel riguarda l’intera comunità internazionale, che dovrebbe fermare Hezbollah ed impedirgli di compiere atti ostili nei confronti di Israele”, ha riferito il premier israeliano.

Da parte sua, Salvini ha replicato affermando di aver incontrato il generale Del Col la sera precedente, e che, a causa dei suoi commenti su Hezbollah, i media italiani lo hanno criticato. “Hezbollah si cela dietro ad attacchi contro i civili e all’uccisione di civili, come possiamo definirli tali a loro volta?”, ha affermato Netanyahu, aggiungendo che, se Salvini ha problemi con la stampa italiana, allora non può dargli alcun consiglio, in quanto lui non ha alcun problema con i media israeliani. Per tutta risposta Salvini ha affermato che “i terroristi sono terroristi”.

Hezbollah, in arabo “Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese nata nel 1982 che si è trasformata, nel tempo, in un partito politico locale. Alcuni Paesi considerano un gruppo terroristico soltanto l’ala militare di Hezbollah, facendo una distinzione con il partito politico. Tale distinzione è stata effettuata finora dalla Gran Bretagna che, dal 2008, ha bandito soltanto l’ala militare di Hezbollah. Gli Stati Uniti, al contrario, non effettuano una simile separazione. Da parte sua, l’Unione Europea ha bandito l’ala militare di Hezbollah nel 2012, in seguito ad un attacco contro i membri di un’organizzazione israeliana in Bulgaria, in cui morirono 5 israeliani e un bulgaro musulmano.

A margine dell’incontro, Netanyahu ha definito Salvini “un grande amico di Israele”, mentre il ministro italiano ha dichiarato che chiunque voglia la pace deve supportare Israele.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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