Cina: arrestato diplomatico canadese, è vendetta?

Pubblicato il 13 dicembre 2018 alle 12:38 in Asia Cina

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La vice presidente del colosso cinese Huawei, Meng Wanzhou, è stata rilasciata su cauzione dal tribunale canadese, ieri, 12 dicembre, intanto, però, in Cina un ex diplomatico del Canada è stato arrestato per ragioni non chiare. Si sospetta possa trattarsi di una forma di vendetta da parte di Pechino.

L’ex diplomatico canadese, Micheal Kovrig e consigliere per il Gruppo di Crisi Internazionale per l’Asia Nordorientale è stato preso in custodia dall’Ufficio di Stato per la Sicurezza di Pechino, secondo quanto riportato dallo stesso Gruppo di Crisi che ha affermato di non aver ricevuto informazioni riguardo alla sua detenzione e di essere preoccupato per la sua “sicurezza e salute”.

Durante la conferenza stampa di routine del Ministero degli Esteri, il portavoce della diplomazia cinese Lu Kang ha dichiarato di non possedere informazioni in merito alla situazione di Kovrig e che, se davvero il diplomatico fosse stato fermato, “non c’è bisogno di preoccuparsi perché gli uffici cinesi competenti gestiranno la situazione a norma di legge”. Lu Kang ha anche affermato che il Gruppo di Crisi non è registrato in Cina e che ogni sua attività all’interno del territorio nazionale sarebbe illegale e in violazione delle leggi cinesi.

Il presidente del Gruppo di Crisi ha dichiarato che, secondo le informazioni in suo possesso, Kovrig era a Pechino per un viaggio personale e non per attività illegali di alcun tipo che possano mettere a rischio la sicurezza nazionale cinese.

La detenzione del diplomatico segue il fermo, da parte delle autorità canadesi su richiesta degli Stati Uniti, della top executive del colosso delle telecomunicazioni cinese Huawei, Meng Wanzhou.  L’accusa a Huawei è di aver utilizzato una sua affiliata di Hong Kong per vendere equipaggiamenti che montano tecnologie statunitensi di cui l’azienda è licenziataria all’Iran, in violazione delle sanzioni Usa verso Teheran. Meng Wanzhou ha rifiutato tutte le accuse e ha dichiarato che la sua azienda è “conforme con tutte le leggi e i regolamenti dei Paesi e delle regioni in cui opera, compresi quelli afferenti alle sanzioni e ai controlli sulle esportazioni degli Usa, dell’Ue e delle Nazioni Unite”.

In seguito a 3 giorni di udienze, il tribunale della British Columbia ha rilasciato Meng Wanzhou su cauzione, martedì 11 dicembre. La cauzione ammonta a 7,5 milioni di dollari, ma ha richiesto alla donna di indossare una cavigliera e di consegnare il suo passaporto, nonché di rimanere nell’area di Vancouver e di rimanere in una delle sue case in città dalle 11 di sera alle 6 di mattina.

Il caso dell’arresto di Meng Wanzhou ha avuto una grande risonanza in Cina e l’opinione pubblica cinese si è schierata tutta al suo fianco, anche sul web. Anche l’arresto presunto dell’ex diplomatico canadese ha attirato i commenti dei netizens cinesi, che lo ritengono un messaggio chiaro al governo del Canada per intimare che Pechino non resta ferma a guardare quando vengono violati i diritti o vengono accusati ingiustamente i suoi cittadini.

Dal 1 dicembre, quando Meng è stata arrestata, in Cina si è diffuso un forte sentimento anti-americano e anti-canadese che vede il fermo della top executive di Huawei e figlia del suo presidente e fondatore, Ren Zhengfei, come un segnale della volontà di Washington di continuare le sue azioni aggressive verso Pechino. Secondo molte voci sul web cinese, gli “americani malvagi” vorrebbero contenere l’ascesa della Cina distruggendone le aziende tecnologiche che possono competere con le loro controparti americane.

Per quanto riguarda la stampa cinese, mentre il rilascio su cauzione di Meng è apparso sulle prime pagine dei giornali, l’arresto di Kovrig non è stato riportato direttamente dagli organi di stampa ufficiali di Pechino.

In concomitanza con l’arresto di Meng Wanzhou, il 1 dicembre, si è svolto anche l’incontro tra il presidente Xi Jinping e la sua controparte americana, Donald Trump. I due leader avevano deciso una tregua nella “guerra commerciale” bilaterale che va avanti dall’estate scorsa per 90 giorni per permettere i negoziati bilaterali. Il Ministero del Commercio Cinese ha annunciato che i colloqui con gli Usa sono andati avanti ed è stata creata una roadmap per i colloqui dei prossimi mesi, senza fornire ulteriori dettagli, ribadendo la fiducia nei meccanismi di dialogo, anche di fronte alla notizia del fermo di Meng.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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