Siria: le SDF avanzano verso Hajin contro l’ISIS

Pubblicato il 12 dicembre 2018 alle 17:17 in Medio Oriente Siria

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I combattenti curdo-siriani delle Syrian Democratic Forces (SDF), appoggiati dagli Stati Uniti, stanno continuando l’avanzata contro l’ISIS in Siria, nel tentativo di eliminare gli ultimi insediamenti del gruppo terroristico. “Ci stiamo avvicinando al centro di Hajin, entreremo presto e non permetteremo ai militanti dello Stato islamico di scappare”, ha riferito un combattente delle SDF in un video rilasciato martedì 11 dicembre.

Allo stesso modo, le People’s Protection Units (YPG), che costituiscono la forza principale all’interno delle SDF, hanno diffuso un video in cui confermano l’avanzata verso Hajin. La coalizione internazionale a guida statunitense che combatte i terroristi in Siria ha riferito che le forze dell’ISIS hanno utilizzato l’ospedale del centro siriano come piattaforma per colpire le forze rivali, al fine di sottrarre la struttura dallo status di protezione.

L’offensiva delle SDF per liberare Hajin è iniziata il 10 settembre. Da allora, nonostante gli sviluppi siano andati a rilento, la scorsa settimana, con l’appoggio della coalizione a guida USA, le SDF hanno intensificato i propri attaccho.

La coalizione internazionale a guida americana è stata formata nel settembre 2014 e, ad oggi, è formata da 79 membri. Il suo scopo è quello di sconfiggere l’ISIS definitivamente. Nonostante la vittoria militare contro lo Stato Islamico in Siria sia stata annunciata il 6 dicembre 2017, i combattenti continuano ad essere attivi in alcune zone del Paese.

In Siria, l’impegno militare della coalizione è concentrato nella valle dell’Eufrate, dove sono presenti gli ultimi nuclei di resistenza dell’ISIS. Il ministro della Difesa italiano, Elisabetta Trenta, ha riferito che le operazioni si protrarranno fino ai primi mesi del 2019 e, una volta che sarà eliminata definitivamente la componente convenzionale delle forze terroristiche, occorrerà individuare e combattere le cellule dormienti, contrastando altresì il passaggio di queste dalla Siria all’Iraq.

Nel frattempo, è stata completata l’istallazione alcune postazioni di osservazione nel Nord della Siria, al confine della Turchia, da parte degli americani, al fine di prevenire eventuali scontri tra le milizie curde, appoggiare dagli USA, e l’esercito turco. Tale mossa è stata effettuata nonostante lea posizione contraria di Ankara.

I rapporti tra gli USA e la Turchia, alleate all’interno della NATO, sono alquanto complessi in Siria. In parte, i due Paesi collaborano, come nell’ambito dei pattugliamenti congiunti effettuati dalle forze dei due Paesi a partire dall’1 novembre nella città di Manbij. Dall’altro, hanno posizioni differenti in merito all’appoggio delle milizie curde. Ankara non apprezza il sostegno di Washington alle SDF, in quanto sostiene che le YPG siano un’entità pari al Kurdistan Workers’ Party (PKK), considerato un’organizzazione terroristica dalla Turchia. Gli Stati Uniti, al contrario, considerano tali forze un prezioso alleato nella lotta al terrorismo in Siria. In particolare, Ankara teme che il controllo da parte dei combattenti curdi delle SDF di una regione semiautonoma nel nord della Siria possa alimentare le ambizioni separatiste dei curdi in Turchia.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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