Onu: trovate armi di manifattura iraniana in Yemen

Pubblicato il 12 dicembre 2018 alle 13:16 in Iran Yemen

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L’Onu ha reso noto che sono state rinvenute armi di manifattura iraniana in Yemen.

Si tratta di due lanciatori per missili guidati anti carri armati, recuperati dalla coalizione saudita nel Paese mediorientale, che sembrano essere stati prodotti in Iran tra il 2016 e il 2017, secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite, che discuteranno la questione in seno al Consiglio di sicurezza, mercoledì 12 dicembre. Il segretario generale, Antionio Guterres, non ha dichiarato se la scoperta costituisca una violazione di una Risoluzione Onu che è stata adottata nel gennaio 2016, la quale vieta all’Iran di importare ed esportare armi o materiale militare, a meno che il Consiglio di sicurezza non dia la sua approvazione.

Guterres, tuttavia, ha riferito che l’Onu ha esaminato anche i detriti di 3 missili balistici che erano stati lanciati contro l’Arabia Saudita il 25 marzo e l’11 aprile 2018, trovando “specifiche caratteristiche di manifattura iraniana”.

Le monarchie del Golfo Persico e gli Stati Uniti accusano Teheran di supportare i ribelli sciiti Houthi, che combattono contro le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, unica autorità dello Yemen legittima riconosciuta dalla comunità internazionale. Nonostante l’Iran abbia dichiarato di appoggiare politicamente gli Houthi, ha sempre negato di fornire loro armi.

La guerra civile in Yemen, scoppiata il 22 marzo 2015, contrappone i ribelli sciiti Houthi da una parte, e le forze governative del presidente Hadi dall’altra. Quest’ultimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita, appoggiata, a sua volta, dagli USA, i quali inviano armi, carburante per gli aerei e riferiscono informazioni dell’intelligence. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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