Mozione di sfiducia per la May: cosa accadrà nelle prossime ore

Pubblicato il 12 dicembre 2018 alle 12:13 in Europa UK

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I membri del partito conservatore che si oppongono alla linea tenuta da Theresa May nella gestione della Brexit hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del Primo Ministro Britannico, mercoledì 12 dicembre. Alle 18.00 si terrà una votazione interna al partito con cui si deciderà se sfiduciare o meno la May.

Secondo le regole del partito, tale mozione può essere avanzata se richiesta dal 15% dei membri. Tale soglia è stata raggiunta, dal momento che oltre 48 lettere scritte da altrettanti deputati conservatori sono state fatte arrivare a Graham Brady, il capo del Comitato 1922, il cui compito principale è quello di sovrintendere le elezioni o le mozioni di sfiducia dei leader del partito. Brady non ha specificato l’esatto numero di lettere ricevute, limitandosi a dichiarare, in un comunicato stampa, che la soglia delle 48 lettere fosse stata raggiunta. Tuttavia, più di 20 membri del partito hanno pubblicamente dichiarato di aver inviato una lettera al capo del Comitato 1922. Tra questi emergono Jacob Rees-Mogg, l’influente presidente del gruppo di ricerca europeo, il suo vice Steve Baker, Nadine Dorries e Andrew Bridgen. Secondo il Guardian, sembra che il numero di lettere sia notevolmente aumentato in seguito alla decisione di Theresa May di posticipare il voto parlamentare sull’accordo per la Brexit raggiunto con l’UE, pianificato per martedì 11 dicembre ma rimandato il giorno precedente.

Il prossimo passo è la votazione interna al partito, che si terrà questa sera, dalle 18.00 alle 20.00. I risultati verranno annunciati entro le 22.00. Una conferma in questo senso è arrivata anche da Graham Brady, che ha rassicurato i cittadini britannici dichiarando che “l’annuncio sarà effettuato prima possibile”.

Per rimanere in carica, Theresa May avrà bisogno del sostegno di almeno 158 membri del partito. Tuttavia, nel caso in cui i voti in suo sfavore non fossero abbastanza per farla cadere, ma comunque di un numero significativo, il Primo Ministro potrebbe spontaneamente decidere di dimettersi.

Nel caso in cui l’esito fosse negativo per la May, l’articolo 50 del TUE, invocato dal Regno Unito al momento della notifica della sua intenzione di lasciare l’Unione, potrebbe essere sospeso, come hanno confermato alcuni ministri britannici. Inoltre, il Guardian riferisce che potrebbero volerci fino a sei settimane per designare un successore. Secondo il quotidiano britannico, uno dei potenziali candidati alla guida del partito conservatore potrebbe essere l’ex Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Boris Johnson, che si è dimesso dalla sua carica il 9 luglio, non trovandosi d’accordo con la linea governativa che aveva optato per una “soft Brexit” formalizzata negli accordi di Chequers, raggiunti il 6 luglio, come ha spiegato le sue ragioni nella sua lettera di dimissioni. L’idea di una “soft Brexit” era stata criticata anche dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che il 12 luglio, poche ore prima del suo incontro con la May nella capitale inglese, aveva dichiarato in un’intervista al Sun che una Brexit “leggera” avrebbe reso meno probabile la conclusione di un accordo commerciale tra Londra e Washington. Altri possibili successori della May potrebbero essere Sajid Javid, il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Jeremy Hunt, l’attuale Segretario di Stato per gli Affari Esteri e Penny Mordaunt, Segretario di Stato per lo Sviluppo Internazionale.

“Contesterò quel voto con tutto quello che ho”, ha dichiarato Theresa May in reazione alla recente notizia, aggiungendo che un cambio di leadership nel partito conservatore metterebbe a rischio il futuro del Regno Unito e, soprattutto, creerebbe incertezza, cosa che avrebbe conseguenze negative per il Paese. Già dopo la decisione del posticipo del voto, la sterlina è crollata, raggiungendo il livello più basso degli ultimi 18 mesi.

Alcuni membri del partito si sono schierati in difesa della May. Tra loro vi è il ministro delle Finanze Hammond, che ha riferito che la May ha lavorato duramente per difendere gli interessi del Paese dal momento in cui ha assunto la sua carica. “Avrà il mio pieno supporto alla votazione di stasera”, ha aggiunto. Dello stesso avviso è anche il vice Segretario del Tesoro, Liz Truss, che ha dichiarato di supportare pienamente l’attuale Primo Ministro, che considera la persona giusta per portare a termine la Brexit, avendo mostrato forza e determinazione.  

Lunedì 10 dicembre, la Corte di Giustizia dell’UE ha deciso che il Regno Unito potrà unilateralmente ritirare la Brexit. Per farlo, è sufficiente che Londra revochi la notifica della sua intenzione di lasciare l’Unione, che era stata presentata successivamente al referendum del 23 giugno 2016. La dichiarazione della Corte riferisce che uno Stato membro ha la possibilità di cambiare idea circa la sua volontà di lasciare l’Unione Europea fino all’entrata in vigore dell’accordo di recesso.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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